Consulta: Via libera al referendum sulle trivelle nel Mediterraneo
A proporlo sono nove consigli regionali, bocciati altri cinque quesiti

La Corte costituzionale nella seduta di oggi ha dichiarato ammissibile la richiesta di un referendum e improcedibili altre cinque richieste in materia di ricerca, prospezione e trivellazioni marine. Per questi ultimi, la Corte costituzionale non ha potuto che prendere atto della pronuncia dell'ufficio centrale per il referendum della Cassazione che aveva dichiarato: 'Non hanno piu' corso le operazioni concernenti le prime cinque richieste referendarie', dichiarando conseguentemente l'estinzione del giudizio. Lo rende noto l'ufficio stampa della Consulta. A proporre il referendum sono nove Consigli regionali (Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise).

In particolare, si legge nel documento della Consulta, "il quesito ammesso e' l'unico del quale l'ufficio centrale per il referendum ha affermato la legittimita' sulla base della normativa sopravvenuta (la Legge di stabilita' 2016). Nella nuova formulazione il referendum viene pertanto ad incentrarsi sulla previsione che le concessioni petrolifere gia' rilasciate durino fino all'esaurimento dei giacimenti, in tal modo prorogando di fatto, come rilevato dall'ufficio centrale per il referendum, i termini gia' previsti dalle concessioni stesse. La sentenza sara' depositata entro il 10 febbraio, come previsto dalla legge".

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