I genitori di Renzi alla Festa dell'Unita a Firenze nel 2016
Confermati i domiciliari per i genitori di Renzi

Respinta la richiesta di revoca presentata dal legale Bagattini. Laura Bovoli e il marito Tiziano sono accusati di bancarotta e false fatturazioni

Il gip del tribunale di Firenze, Angela Fantechi, ha respinto la richiesta di revoca degli arresti domiciliari per Tiziano Renzi e Laura Bovoli. I genitori dell'ex premier, accusati di bancarotta e false fatturazioni nell'ambito di un'inchiesta della procura fiorentina sul fallimento di alcune cooperative collegate alla loro azienda di famiglia, la 'Eventi 6', sono ristretti ai domiciliari dal 18 febbraio scorso. Oltre a loro due, è finito ai domiciliari anche l'imprenditore ligure Mariano Massone, mentre gli indagati sono in tutto 18.

La revoca degli arresti domiciliari "per la totale insussistenza delle esigenze cautelari" era stata depositata dall'avvocato Federico Bagattini, difensore dei coniugi, durante l'interrogatorio di garanzia davanti al gip, motivandola anche con il fatto che i genitori dell'ex premier hanno lasciato ogni carica nella 'Eventi 6'. Il pm Luca Turco aveva espresso parere negativo alla revoca della misura cautelare.

In sostanza, ai genitori dell'ex premier vengono contestate dall'accusa fatture false e gonfiate per circa 250mila euro. Le avrebbe emesse, secondo i magistrati della procura di Firenze, la 'Marmodiv', una delle cooperative coinvolte nell'inchiesta.
Ma la 'Marmodiv', per la quale è stato chiesto il fallimento nell'ottobre scorso, secondo l'accusa, sarebbe stata utilizzata per "alleggerire" degli oneri previdenziali e fiscali la società della famiglia Renzi, la 'Eventi6'. Aggiungono inoltre i pm che la Marmodiv, che distribuisce materiale pubblicitario della Eventi6, "con il consenso del committente, ha sistematicamente destinato, fin dall'origine, al macero una parte del materiale pubblicitario affidatole per la distribuzione". Sempre secondo l'accusa, i coniugi Renzi sarebbero gli amministratori di fatto di questa cooperativa, come lo sarebbero stati di altre due cooperative già fallite: la 'Delivery Service' e la 'Europe Service'. La prima venne costituita nell'aprile 2009 da 10 soci, sei dei quali residenti a Rignano sull'Arno (Firenze). La Delivery venne poi abbandonata e fatta fallire. Da lì è partita l'inchiesta che ha portato alle misure cautelari. Stesso destino ha avuto la Europe Service e la stessa fine sarebbe toccata alla Marmovid.

Il legale dei genitori dell'ex premier, ha sempre sottolineato, invece, come i suoi assistiti siano "afflitti da una misura cautelare esosa a nostro avviso sotto il profilo della sua eccessività" e che il rischio di reiterazione del reato "evidentemente si azzera nel momento stesso in cui si dismette la carica di amministratore della società Eventi 6 e nel momento stesso nel quale il maggior cliente di Eventi 6 ha disdettato il contratto il 31 dicembre 2018; cioè quel contratto che veniva eseguito da parte della cooperativa Marmodiv srl non c'è più".

Tiziano Renzi - "Fosse anche l'ultima cosa che faccio, combatterò fino all'ultimo giorno per vederla affermata. Sto per arrivare ai 70 anni: non pensavo di passare in tribunale la mia vecchiaia ma lo farò a testa alta perché io conosco la verità. Mi dicono: confessa e ti faranno uscire. Non posso confessare ciò che non ho fatto. Noi non abbiamo commesso i fatti per i quali siamo privati della liberta". Lo scrive su Facebook Tiziano Renzi, che con la moglie Laura Bovoli è agli arresti domiciliari dal 18 febbraio per l'accusa di bancarotta e false fatturazioni nell'ambito di un'inchiesta della procura fiorentina sul fallimento di alcune cooperative. Oggi i genitori dell'ex premier Matteo Renzi hanno saputo che la richiesta di revoca dei domiciliari è stata respinta dal gip. "Lotteremo con tutte le nostre forze - prosegue Tiziano Renzi - per difendere la dignità e l'onore di due persone che in 35 anni di carriera non hanno mai avuto fallimenti, bancarotte e lavori in nero. Nei prossimi giorni illustrerò qui punto punto le ragioni per le quali l'accusa che ci viene fatta è assurda. Ci difendiamo in tribunale, certo. Ma se dobbiamo essere massacrati ogni giorno sui media, ci difenderemo anche qui. Dico grazie a chi ci sta sostenendo con la preghiera: chi ci conosce sa che per noi è un sostegno prezioso".

"Non entro nel merito del procedimento - dice Tiziano Renzi - Né della enormità della misura degli arresti domiciliari. Non vi dico come stiamo a saperci trattati come delinquenti, esposti tutti i giorni sui Tg e sui media, insultato sui social. Siamo rappresentati come criminali, i criminali più pericolosi d'Italia. Mi sembra un incubo allucinante. Non importa tuttavia come stiamo noi. Per me l'unica cosa che importa è la verità". Lo scrive su Facebook Tiziano Renzi, che con la moglie Laura Bovoli è agli arresti domiciliari dal 18 febbraio per l'accusa di bancarotta e false fatturazioni nell'ambito di un'inchiesta della procura fiorentina sul fallimento di alcune cooperative. Oggi i genitori dell'ex premier Matteo Renzi hanno saputo che la richiesta di revoca dei domiciliari è stata respinta dal gip.

 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata