Concordia, procura chiede rinvio a giudizio per Schettino e altri 5

Grosseto, 25 feb. (LaPresse) - La procura di Grosseto, dopo 11 mesi di indagini sul naufragio della Costa Concordia davanti all'isola dal Giglio, ha richiesto al Giudice per l'udienza preliminare il rinvio a giudizio di Francesco Schettino, capitano della nave, per i reati di naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime, abbandono della nave, abbandono di persone incapaci e mancata collaborazione con l'autorità marittima.

Oltre che per Francesco Schettino, è stato chiesto il rinvio a giudizio anche per Ciro Ambrosio, Silvia Coronica e Jacob Rusli Bin, accusati di naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime. Di questi ultimi due reati sono accusati anche Manrico Giampedroni e Roberto Ferrarini. Ciro Ambrosio e Roberto Ferrarini devono inoltre rispondere del reato di mancata collaborazione con l'autorità marittina, come Francesco Schettino.

E' stata richiesta al Gip l'archiviazione delle posizioni di Salvatore Ursino per i delitti di naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime e per deterioramento di habitat protetto; di Roberto Bosio, Silvia Coronica e jacob Rusli Bin per deterioramento di habitat protetto; di Andrea Bongiovanni, Simone Canessa e Manfred Ursprunger per mancata collaborazione con l'autorità marittima.

Nel comunicato della procura si spiega inoltre che Costa Crociere ha chiesto il patteggiamento per l'illecito amministrativo dipendente dai reati di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime, aggravati dalla violazione della normativa antinfortunistica. Il patteggiamento ha per oggetto la sanzione pecuniaria di un milione di euro "prossima ai massimi edittali, in considerazione delle dimensioni aziendali dell'ente e della gravità dei fatti", si legge nel comunicato della procura di Grosseto sulla chiusura delle indagini preliminari. E' stata inoltre disposta l'archiviazione della posizione di Costa Crociere per l'illecito amministrativo dipendente dal reato di distruzione o deterioramento di habitat all'interno di un sito protetto.

"Allo stato degli atti e avuto riguardo alla completezza dell'attività investigativa svolta, non sussistono perplessità di qualche rilievo in merito allo svolgimento dei fatti. Si vuole ribadire che la vicenda non presenta alcun mistero irrisolto, come invece da alcuni è stato a suo tempo incautamente ventilato", sostiene il procuratore capo Francesco Verusio. "Ad oggi - specifica - non può che ripetersi ancora una volta come, pure all'esito di sofisticatissime indagini tecnico-specialistiche su tutti gli aspetti rilevanti, la causa determinante degli eventi di naufragio, morti e lesioni sia purtroppo drammaticamente riconducibile al fattore umano".

Verusio spiega ancora che "non può non sottolinearsi la smisurata responsabilità di Francesco Schettino e la impressionante serie di errori commessi in tutte le fasi della vicenda, a partire dalla manovra scellerata e fino alla criminale gestione dell'emergenza, conclusasi con l'abbandono della nave e delle persone, inermi e terrorizzate, ancora a bordo. Accanto alle incredibili colpe del comandante - si legge nel comunicato - sono emerse anche quelle degli altri imputati. Da un lato i marittimi in servizio di guardia in plancia al momento dell'impatto con il basso fondale de Le Scole, i quali non hanno compiuto quanto dovevano e potevano per impedire l'incidente. Dall'altro, il direttore dei servizi alberghieri della Concordia e il responsabile a terra per le emergenze di Costa Crociere, i quali hanno offerto un loro non trascurabile contributo alle omissioni, alle negligenze e ai ritardi del comandante nella gestione dell'emergenza". "La procura di Grosseto - conclude Verusio - seguirà la imminente fase processuale con lo stesso impegno dimostrato sino ad ora, perché si pervenga, in tempi ragionevoli, a sentenze giuste".

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