Concordia, Giglio a zero emissioni per rilancio turistico dell'isola

Firenze, 3 ott. (LaPresse) - "Fare del Giglio un'isola carbon-free, sostituendo l'attuale centrale elettrica a gasolio con la produzione di energia rinnovabile, a zero emissioni di Co2". E' la proposta del governatore della Toscana Enrico Rossi per il rilancio dell'isola del Giglio dopo i danni provocati dal naufragio della Costa Concordia. La proposta del presidente, che sarà sottoposta al parere di cittadini e attività dell'isola, è emersa oggi a Firenze in un incontro tra il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi (in qualità di coordinatore per le attività di recupero ambientale, nominato dal Governo a seguito della rimozione della Concordia dal Giglio), il sindaco Sergio Ortelli, i rappresentanti di Costa Crociere, i rappresentanti del club degli assicuratori e l'Osservatorio ambientale.

Costa Crociere si è impegnata a mettere in atto un piano articolato in quattro fasi che prevede: la rimozione dei materiali depositati nei fondali, il recupero dei 1396 sacchi di cemento, la rimozione delle piattaforme metalliche e infine a completamento dell'intervento con la pulizia dai sedimenti depositati sul fondale. I lavori saranno affidati al più presto e si concluderanno nel giro di circa un anno e mezzo. A questo piano se ne affiancherà uno della Regione, sempre a carico di Costa, per il rilancio turistico dell'isola.

"Non c'è tempo da perdere - ha sottolineato Rossi - ho chiesto di fare il punto con Costa Crociere sulla consistenza e programmazione dei lavori. Dobbiamo intervenire prima possibile per evitare danni e ripulendo i fondali dai rifiuti, dai materiali depositati e dai sedimenti". La Regione darà un "doveroso riconoscimento ad una comunità che, in tutta questa vicenda, dal naufragio fino alla rimozione, ha dato una splendida immagine della Toscana e dell'Italia. Stiamo pensando non solo ad iniziative di rilancio della vocazione turistica dell'isola e di promozione della qualità dell'offerta - ha aggiunto il governatore - ma anche al sostegno alla viticoltura attraverso reimpianti di vitigni autoctoni e allo sviluppo di della telemedicina per favorire l'attività sanitaria degli operatori".

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