Clima, l'appello del Papa: "Non negare la crisi". Galletti: "Acceleriamo il passo"
Francesco chiede un maggior impegno perché "la sfida ambientale che viviamo ci riguarda e tocca tutti"

La Terra è in pericolo, il cambiamento climatico è un problema reale e fingere che non esista non ci salverà. Papa Francesco torna ad appellarsi ai leader mondiali perché accolgano l'invito urgente a "rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta. Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti".

Così scrive in un messaggio inviato a Frank Bainimarama, primo ministro delle Isole Fiji, presidente della 23ma Sessione della Conferenza degli Stati Parte alla Convenzione-Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (COP-23), in corso a Bonn.

"Purtroppo - afferma il pontefice - molti sforzi per cercare soluzioni concrete alla crisi ambientale sono spesso frustrati per vari motivi che vanno dalla negazione del problema all'indifferenza, alla rassegnazione comoda, o alla fiducia cieca nelle soluzioni tecniche. Dovremmo evitare di cadere in questi quattro atteggiamenti perversi, che certo non aiutano alla ricerca onesta e al dialogo sincero e produttivo sulla costruzione del futuro del nostro pianeta: negazione, indifferenza, rassegnazione e fiducia in soluzioni inadeguate".

Il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, da Bonn assicura l'impegno italiano per proporre una candidatura ad ospitare la Cop26.
"Gli eventi estremi in tutte le aree del Pianeta ci ricordano la pressante urgenza di accelerare il passo - afferma -: la strada che abbiamo scelto a Parigi è l'unica risposta possibile alla sfida climatica".

Con l'Ok alla Strategia per lo Sviluppo Sostenibile e alla nuova Strategia Energetica Nazionale - che prevede di eliminare l'uso del carbone entro il 2025 e raggiungere il 55% di produzione elettrica da energie rinnovabili entro il 2030 - il nostro Paese è in linea con gli obiettivi al 2020, e secondo il ministro "conta di superarli considerevolmente".  "Il nostro impegno - ha proseguito Galletti - ha un orizzonte globale: l'Italia è tra i principali donatori della finanza per il clima, per realizzare azioni di mitigazione e adattamento nei Paesi in via di sviluppo più esposti ai danni delle variazioni climatiche".

Al Fondo per l'Adattamento saranno destinati altri sette milioni di euro. "L'Italia - afferma Galletti - è fortemente impegnata nel supporto della costruzione della Rete dei Centri Finanziari Verdi, per dare ulteriori strumenti alla finanza per il clima, e il nostro impegno verso l'Africa è rafforzato dalla creazione a Roma del Centro per l'Africa".

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