Cinghiali radioattivi in Valsesia. L'Arpa: Cesio è residuo Chernobyl

Torino, 8 mar. (LaPresse) - Le tracce di Cesio 137 scoperte nella lingua e nel diaframma di cinghiali del comprensorio alpino della Valsesia sarebbero residui dell'incidente di Chernobyl, avvenuto nel 1986, e non sarebbero pertanto legate alla presenza dei siti nucleari dismessi di Trino e Saluggia, nel vercellese. A comunicarlo è l'Arpa, dopo che il ministero della Salute ha annunciato di avere analizzato campioni di cinghiali abbattuti durante la stagione di caccia 2012-2013 e di aver trovato tracce di Cesio 137 superiori a quelle che vengono registrate in caso di incidente nucleare.

"Dalle indagini - spiega l'ente regionale - che Arpa Piemonte svolge nell'ambito delle reti di monitoraggio radiologico regionale risulta che il Cs137 è un isotopo radioattivo ancora presente in ambiente a seguito del rilascio durante l'evento di Chernobyl e che tale isotopo, pur essendo presente in tracce, può concentrarsi in alcune specie vegetali e animali, quali funghi e selvaggina". Nelle zone a rischio la caccia è stata sospesa nei giorni scorsi e questa mattina è in corso una riunione tra prefettura, Arpa, Istituto zooprofilattico, carabinieri del Noe e ministero.

I campioni erano stati prelevati per essere sottoposti a una indagine sulla trichinellosi, una malattia parassitaria che colpisce prevalentemente suini e cinghiali. Successivamente gli stessi campioni sono stati sottoposti a un test di screening per la ricerca del radionuclide Cesio 137. I risultati hanno evidenziato la presenza di un numero consistente di campioni con livelli di Cesio 137 superiori a 600 Bq/Kg (Becquerel per Kilo, unità di misura per il cesio 137).

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