Catania, sequestrate due sale Bingo del valore di 15 milioni euro

Catania, 29 gen. (LaPresse) - Due sale Bingo, 'Alcalà' e 'Caronda', sono state sequestrate a Catania dalla guardia di finanza a due noti imprenditori catanesi accusati di bancarotta fraudolenta. Il valore complessivo dei locali, che continuano a essere aperti sotto la gestione di un amministratore giudiziario nominato dal tribunale di Roma, si aggira intorno ai 15 milioni di euro. L'avviso di garanzia per i reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale è stato notificato a 6 persone, oltre ai due imprenditori.

L'indagine, denominata 'operazione Labirinto', ha consentito di accertare che gli amministratori della società 'Giocabingo Srl', due noti imprenditori catanesi, con la complicità e l'omissione di controllo di altri sei indagati, tutti inseriti nella società in ruoli amministrativi, hanno trasferito a un prezzo incongruo a nuove società appositamente costituite, sempre riconducibili ai due principali indagati, la proprietà e la gestione delle due sale Bingo, pur continuando a mantenerle nelle proprie mani.

Dalle indagini svolte è emersa la falsificazione delle scritture contabili, il sostenimento di oneri e spese non attinenti l'attività aziendale, l'omesso versamento delle ritenute erariali e previdenziali, la dissipazione di beni aziendali e la distrazione di ingenti somme di denaro che hanno causato il dissesto della società, poi fallita, con un passivo di 12 milioni di euro. Dai primi anni dell'attività gli indagati hanno finanziato la società ai danni dell'erario e degli enti previdenziali, non versando sistematicamente l'Iva e le ritenute.

Ancora, gli stessi hanno ripetutamente attinto risorse per centinaia di migliaia di euro dalle casse della società poi fallita per viaggi di piacere e spese personali. Tra le operazioni contestate vi è anche l'ingiustificata rinuncia a crediti verso società collegate per oltre 5 milioni di euro. Significativa è, infine, la corresponsione agli stessi due amministratori, negli anni dal 2004 al 2010 (periodo in cui la società era già in grave stato di insolvenza) di compensi per 2,7 milioni di euro.

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