Catania, donna uccisa vicino villaggio turistico: fermato omicida

Catania, 16 feb. (LaPresse) - La polizia di Catania ha eseguito un decreto di fermo nei confronti di un uomo gravemente indiziato dell'omicidio di Letizia Consoli, la 50enne rinvenuta morta la mattina del 7 febbraio nel tratto di mare antistante il Villaggio Turistico Europeo, nella zona della Playa di Catania. L'uomo fermato si chiama Zakaria Ismaini, 32 anni, nato a Casablanca (Marocco), pregiudicato, ed è accusato di omicidio pluriaggravato e tentato occultamento di cadavere aggravato, con l'aggravante di avere adoperato sevizie e di avere agito con crudeltà.

La squadra mobile era intervenuta, su segnalazione dei vigili del fuoco, alle 9 circa del 7 febbraio presso il Villaggio Turistico Europeo, sito sul lungomare Kennedy, dove era stato segnalato l'incendio di un bungalow in muratura posizionato lungo la battigia, al cui interno erano state rinvenute copiose tracce di sostanza ematica. Alle 9.40 circa, su segnalazione di alcuni pescatori, una motovedetta della capitaneria di porto, nel tratto di mare antistante il villaggio turistico, ad una distanza di 150 metri circa dalla riva, ha rinvenuto il cadavere di una donna, subito trasferito presso il Porto di Catania.

Sulla vittima vi erano profonde ferite da taglio in varie parti del corpo, nonché altre ferite da taglio superficiali e vaste ecchimosi al viso e sul corpo. Il sopralluogo eseguito da personale del locale Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica nel bungalow portava al sequestro, tra altri reperti, di un pezzo di trave in legno con l'estremità acuminata, con tracce di sostanza ematica - poi risultata l'arma letale - ed un accendino di colore giallo; inoltre, si rilevavano chiare tracce di trascinamento sull'arenile dal bungalow in direzione della battigia. A seguito delle prime indagini, la stessa sera la Procura della Repubblica autorizzava l'intercettazione telefonica dell'utenza dell'indagato. Si apprendeva così che l'indagato era sottoposto a intercettazione da parte della Procura di Brindisi per un altro omicidio. Dall'analisi del tabulato di Ismaini si rilevavano contatti con un'utenza intestata alla donna catanese di 50 anni.

Gli ulteriori accertamenti ed il riconoscimento dei parenti consentivano di acquisire la certezza che Consoli fosse la donna assassinata alla Playa. Ulteriori accertamenti tra cui l'esame del registro chiamate sul cellulare di Ismaini e la visione dei filmati degli impianti di video-sorveglianza del vicino villaggio 'Le Capannine', luogo dove l'uomo aveva spontaneamente dichiarato di dimorare e dove aveva trascorso la notte tra il 6 ed il 7 febbraio, consentivano di acquisire più che gravi indizi di colpevolezza a suo carico.

Le conversazioni effettuate da Ismaini con altri interlocutori in lingua araba evidenziavano il proposito di lasciare l'Italia. Nel pomeriggio del 14 febbraio scorso, Ismaini veniva rintracciato all'interno di un peschereccio ormeggiato presso il Porto di Catania e condotto presso gli Uffici della Squadra Mobile. Durante l'interrogatorio l'uomo ha confessato. Il marocchino è anche anche accusato a Brindisi dell'omicidio di Cosimo Mastrogiovanni, il cui cadavere quasi interamente carbonizzato era stato rinvenuto all'interno di una villetta in località Latiano (BR) il pomeriggio del 13 novembre 2014.

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