Caso Yara, il legale di Bossetti: Massimo ha ancora fiducia nella giustizia
Depositato questa mattina il ricorso in appello

 "Massimo Bossetti ha ancora fiducia nella giustizia perchè parte dal presupposto di essere innocente ed è sicuro che prima o poi qualcuno si accorga di questa verità e ne tenga conto". Lo ha detto a LaPresse l'avvocato Paolo Camporini, difensore del muratore di Mapello che insieme al collega Claudio Salvagni ha redatto il ricorso in appello, depositato questa mattina. "Quella di Bossetti è una visione un po' malinconica della giustizia - ha detto Camporini - mentre noi avocati, che leggiamo gli atti e le sentenze e quando vediamo decisioni come queste ci preoccupiamo non solo per il nostro assistito ma anche per tutti gli altri processi".
La Corte d'Assise di Bergamo, presieduta da antonella Bertoja, per l'avvocato Camporini "ha fatto passare degli indizi", come il dna del muratore di Mapello trovato sulle mutandine della ragazzina "come prove, solo per la posizione in cui sono stati trovati. Tutti gli altri indizi, come le sferette di metallo e le fibre - aggiunge - non valgono nulla ma per i giudici si trasformano in elementiche vanno in una direzione univoca perchè c'è il dna, è inammissibile. Senza contare che la Corte ha avuto paura del contraddittorio: non ci hanno permesso di fare altri accertamenti e quando abbiamo avuto modo di fare delle verifiche abbiamo visto che i risultati non andavano bene". Nelle 258 pagine del ricorso, depositato a Como per comodità, dato che entrambi i legali di Bossetti hanno lo studio in città, "attacchiamo frontalmente le conclusioni della Corte d'Assise di Bergamo - spiega Camporini - che ha cancellato dal codice la parola dubbio". Il processo d'appello verrà celebrato davanti alla Corte d'Assise e d'Appello di Brescia.
 

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