Caso Scazzi, ok a trascrizione telefonata Sabrina-Michele Misseri

Bari, 12 dic. (LaPresse) - E' ripreso stamattina nella sede della corte d'appello, nel quartiere Paolo VI di Taranto il processo d'appello per l'omicidio di Sarah Scazzi la 15enne strangolata ad Avetrana, in provincia di Taranto, il 26 agosto 2010 e poi buttata in un pozzo. La corte, presieduta da Rosa Patrizia Sinisi, ha sostanzialmente rigettato tutte le richieste della difesa delle due principali imputate: Sabrina Misseri, cugina della vittima, e la madre Cosima Serrano, entrambe condannate all'ergastolo in primo grado. Respinte quindi le richieste di: acquisizione di consulenza tecnica anatomopatologica di parte; un nuovo esame per il gestore del pub di Avetrana; un ulteriore sopralluogo in casa Misseri, dove secondo gli inquirenti sarebbe accaduto il delitto; la ripetizione sulla perizia riguardante i tempi di percorrenza tra casa Misseri e contrada Mosca, luogo in cui venne trovato in un pozzo il corpo della vittima. Accolta, invece, la trascrizione della registrazione della telefonata intercorsa tra Sabrina ed il padre Michele Misseri (accusato di occultamento di cadavere) avvenuta nella notte tra il 6 ed il 7 ottobre del 2010 in cui lo 'zio Michele' avrebbe confessato alla figlia il delitto, per confrontarla con quella precedente che è già agli atti.

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