Caso Ragusa, il giallo dell'incendio nel boschetto
Potrebbe essere uno dei luoghi in cui la donna sarebbe stata portata dopo la sua uccisione

Si apre un nuovo giallo sulla scomparsa di Roberta Ragusa, la mamma sparita a gennaio 2012 da San Giuliano Terme, in provincia di Pisa. Un boschetto poco lontano dall'abitazione della donna secondo le ricostruzioni potrebbe essere uno dei luoghi in cui la donna sarebbe stata portata dopo la sua uccisione. C'è un mistero attorno a questo bosco, come viene ricostruito a Pomeriggio 5: un testimone racconta di un incendio avvenuto tra marzo e aprile 2012. Precedentemente, però, il corpo di Roberta Ragusa sarebbe stato messo in un loculo del cimitero di Orzignano (Pisa), così da permettere all'assassino, in un primo momento, prima di spostarla nuovamente, di muoversi più liberamente ed evitare che i cani molecolari ne riconoscessero le tracce. Sul loculo c'è scritto il nome di una donna, Emilia Vanni, ma in realtà diverse persone testimoniano che questa donna sia sepolta da tutt'altra parte. Questo potrebbe essere stato un modo per sviare l'attenzione. Un altro posto chiave è il forno crematorio del cimitero di Pisa, ora distrutto, che nei giorni successivi alla scomparsa di Roberta Ragusa ha fatto registrare un picco anomalo di energia elettrica. Anomalo perché il forno era ormai in disuso.

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