Caso Orlandi, aperte le tombe del cimitero teutonico: sono vuote
Caso Orlandi, aperte le tombe del cimitero teutonico: sono vuote

Sotto uno dei sepolcri è stata trovata una stanza con una struttura in cemento armato. Pietro, fratello di Emanuela: "Assurdo"

C'è una stanza con una struttura in cemento armato sotto una delle due tombe nel cimitero teutonico aperte giovedì mattina nell'ambito delle verifiche legate alla scomparsa di Emanuela Orlandi. Lo fanno sapere il legale della famiglia, Laura Sgro' e il perito di parte, Giorgio Portera. "Sotto una delle due tombe analizzate c'era la stanza e siamo scesi insieme al dottor Portera per andare a fare delle verifiche", ha spiegato l'avvocato dopo le operazioni di apertura delle due tombe. Tutto lascia pensare, chiarisce Portera, "che si tratti di un ambiente abbastanza recente e di certo incompatibile con una sepoltura dell'Ottocento". 

Il Vaticano intanto, tramite il direttore 'ad interim' della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti, ha fatto sapere che le ricerche si sono concluse dando esito negativo: non è stato trovato alcun reperto umano né urne funerarie. Per un ulteriore approfondimento, sono in corso verifiche documentali riguardanti gli interventi strutturali avvenuti nell’area del Campo Santo Teutonico, in una prima fase alla fine dell’Ottocento, e in una seconda più recente fase tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso.

"Tutto mi aspettavo tranne che trovare tombe vuote", ha commentato Pietro Orlandi, fratello di Emanuela. "In merito a una delle due tombe tempo fa il custode diceva che era stato incaricato dalla famiglia di tenere anche fiori e lumini. Mi sembra assurdo che le famiglie non sappiano-. A questo punto anche loro dovrebbero risentirsi e chiedersi dove sono i resti dei loro parenti". 

L'ispezione sulla tomba della Principessa Sophie von Hohenlohe ha riportato alla luce un ampio vano sotterraneo di circa 4 metri per 3,70, completamente vuoto. Successivamente si sono svolte le operazioni di apertura della seconda tomba-sarcofago, quella della Principessa Carlotta Federica di Mecklemburgo. Al suo interno non sono stati rinvenuti resti umani. I familiari delle due Principesse sono stati informati dell’esito delle ricerche.

Agli accertamenti hanno collaborato il personale della Fabbrica di San Pietro, il professor Giovanni Arcudi, coadiuvato dal suo staff, alla presenza di un perito di fiducia nominato dal legale della famiglia di Emanuela Orlandi. Erano presenti l’avvocato della famiglia Orlandi, Laura Sgrò, e il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi. Hanno seguito tutte le fasi dell’operazione il Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, Gian Piero Milano, e il suo Aggiunto Alessandro Diddi, insieme il Comandante del Corpo della Gendarmeria Vaticana, Domenico Giani.

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