Caso Antinori, parla la 'reclutatrice' delle donatrici
Il racconto a 'Pomeriggio 5'. Intanto ci sarebbero altre ragazze pronte a denunciare il ginecologo

"Sono entrata in contatto con Antinori per avere un figlio e così ho conosciuto la situazione in Italia. Se vogliono chiamarmi reclutatrice possono farlo io non ho nessun problema, non credo che quest'uomo abbia imbavagliato o legato quella ragazza". Così in collegamento con 'Pomeriggio 5', trasmissione di Barbara D'Urso, Barbara Bella, accusata di essere la reclutatrice delle donatrici del ginecologo Severino Antinori, agli arresti domiciliari con l'accusa di aver rubato ovuli a una paziente. "Ero lì quando c'era la spagnola, perché ero lì per l'ecografia, l'ho vista uscire come una matta. Piangeva, sembrava perfino drogata. Ho chiesto cosa fosse successo. Mi ha detto che lo accusava di averle rubato il telefonino, mi sono messa a ridere. Il professore ha chiamato i carabinieri".

Poi aggiunge: "Non si tolgono le cisti ovariche da Antinori, come fa a dirlo? Lì si va solo per essere donatrice o per l'inseminazione", riflette, "il mio parere è che cercasse un pretesto per scucire soldi al professore".

"Lui ha sempre detto che alle ragazze dava un rimborso. Glieli dava in nero? Io non lo so, non sono l'amministratrice della società", continua Bella. "Non capisco perché queste ragazze dicono che non hanno avuto i soldi promessi, la clinica non avrebbe avuto nessun interesse ad incattivire la gente".

Intanto ci sarebbero altre ragazze pronte a denunciare il ginecologo. A spiegarlo è il loro avvocato Bruno Pizzo ospite in studio: "Le ragazze contestano la modalità  con cui venivano svolte le donazioni", spiega l'avvocato.

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