Caritas: In Italia cinque milioni di immigrati regolari

Roma, 27 ott. (LaPresse) - La presenza regolare dei cittadini stranieri in Italia si aggira attorno ai 5 milioni, come lo scorso anno, un numero cento volte superiore alle presenze straniere rispetto al 1861, anno dell'unità d'Italia. E' quanto rileva il Dossier Immigrazione Caritas-Migrantes, presentato oggi a Roma. Nonostante la crisi, l'aumento è stato di 335.258 unità nel 2010. Se si tiene conto di circa 400mila persone, regolarmente presenti ma non ancora registrate in anagrafe, si tratta di quasi 5 milioni di persone, come lo scorso anno.

Nel frattempo, però, centinaia di migliaia di persone hanno perso l'autorizzazione a rimanere in Italia, perchè sono scaduti ben 684.413 permessi di lavoro (2/3 per lavoro e 1/3 per famiglia). Viene anche accreditata la presenza di mezzo milione di persone in posizione irregolare. Secondo il Dossier, i rimpatri forzati (16.086 nel 2010) arrivano a costare, nel complesso, fino a 10mila euro l'uno. "I costi dei rimpatri, dei Cie e delle carceri - evidenzia l'indagine - e l'impossibilità di avere frontiere ermetiche (ogni giorno entrano in Italia 200mila persone) inducono a rendere più agevoli e incentivanti i flussi regolari".

La popolazione immigrata e più giovane (32 anni, 12 in meno degli italiani) - rileva il Dossier - incide positivamente sull'equilibrio demografico con le nuove nascite (circa un sesto del totale) e sulle nuove forze lavorative, è lontana dal pensionamento e versa annualmente oltre 7 miliardi di contributi previdenziali, assicura una maggiore flessibilità territoriale e anche la disponibilità a inserirsi in tutti i settori lavorativi, crea autonomamente lavoro anche con i suoi 228.540 piccoli imprenditori, si occupa dell'assistenza delle famiglie, degli anziani e dei malati, sta pagando più duramente in termini di disoccupazione e complessivamente rende più di quanto costi alle casse dello Stato.

Sono numerosi gli indicatori di un positivo inserimento degli immigrati in Italia secondo il dossier Caritas-Migrantes. Tra il 1996 e il 2009 sono stati 257.762 i matrimoni misti (21.357 nell'ultimo anno, 1 ogni 10 celebrati). Nel 2010 i casi di cittadinanza sono stati 66mila. I minori figli di immigrati sono quasi 1 milione - e aumentano ogni anno a un ritmo superiore alle 100 mila unità, tra i nati sul posto e i figli ricongiunti - ai quali si aggiungono 5.806 minori non accompagnati (senza contare i comunitari).

Le persone di seconda generazione sono 650mila, nati sul posto ma senza cittadinanza. Gli iscritti a scuola nell'anno scolastico 2010-2011 sono 709.826, pari al 7,9% della popolazione studentesca, ma l'incidenza è ancora più alta nelle materne e nelle elementari. Gli universitari stranieri in Italia sono 61.777 (3,6% del totale). L'interesse all'apprendimento dell'italiano è diffuso, ma negli esami sostenuti per il rinnovo del permesso di soggiorno e' stata molto differenziata la percentuale dei bocciati (3,5% a Roma e 34% a Padova). D'altra parte, non mancano gli indicatori di disagio, ad esempio a livello abitativo (è coinvolto il 34% degli immigrati rispetto al 14% degli italiani) e sono numerosi i casi di discriminazione segnalati all'Unar (540 casi pertinenti in diversi ambito della vita sociale, dagli uffici pubblici ai media).

I minori stranieri soli in Italia sono 5.806, in prevalenza fra i 16 e i 17 anni. Ragazzi esposti a maggiori rischi: il Dossier sottolinea come sia di circa un terzo l'incidenza dei minori stranieri negli istituti penali minorili e nei centri di prima accoglienza (Cpa). I minori non accompagnati titolari di permesso di soggiorno a giugno 2011 erano, dunque, quasi 6mila, 1.152 in più rispetto allo scorso anno. Dall'Africa, in seguito agli sconvolgimenti politici ne sono arrivati 2.466, inoltre, quelli comunitari sono stimabili in almeno alcune migliaia.

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