Carceri, Osapp scrive a Napolitano: Da esecutivo difetto comprensione

Roma 3 ago. (LaPresse) - "E' probabile che sulla realtà delle carceri italiane, rispetto alle attuali condizioni del sistema e per quello che di maggiormente drammatico potrà accadere nel prossimo futuro, in ambito parlamentare e presso l'attuale esecutivo sia in atto un difetto di comprensione e di analisi senza precedenti nella storia repubblicana". E' quanto scrive l'Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) in una lettera a firma del segretario generale del sindacato Leo Beneduci e indirizzata al Presidente della Repubblica.

"Già in atri momenti storici, come nelle fasi precedenti la promulgazione del provvedimento di indulto del 2006 - prosegue l'Osapp - la popolazione detenuta presente aveva toccato cifre superiori al 50% dei posti disponibili, ma mai come nel momento attuale, mentre vengono meno tutte le soluzioni, quale quella riguardante una possibile amnistia, mentre aumentano i suicidi tra i reclusi e nel personale e mentre gli episodi di violenza in carcere hanno toccato livelli estremi, si era immaginato di ridurre il numero dei poliziotti penitenziari in servizio".

"Inserire la polizia penitenziaria - continua il sindacato - nel blocco del turn-over, per non oltre il 20% dei pensionamenti, come nel provvedimento di spending review approvato in Senato e all'esame dell Camera dei deputati, nonostante che all'organico del corpo, fermo al 1992 (quando nelle carceri c'erano non oltre 35.000 detenuti) manchino già il 20% degli addetti, significa portare la carenza di poliziotti penitenziari a fine 2012 ad oltre il 35% pari ad 11mila unità in meno del previsto".

"Quali siano i risultati ottenibili con oltre il 50% dei detenuti in più e il 35% del personale in meno, in termini di esponenziale aumento delle aggressioni e dei suicidi in carcere e per il carcere, ovvero per quanto riguarda la minore sicurezza interna ed esterna agli istituti di pena ed il fallimento, per carenza di addetti, di qualsiasi iniziativa di recupero sociale dei reclusi - conclude Beneduci - sarebbe facilmente prevedibile anche per un profano della materia. Grave che il Parlamento e l'attuale Governo, in particolare il Presidente del Consiglio Monti e la Guardasigilli Severino non sembrino preoccuparsi quanto invece dovrebbero".

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