Carceri, 14 morti dietro le sbarre a luglio: mese peggiore dal 2000

Roma, 29 lug. (LaPresse) - Un detenuto si è impiccato nel carcere di Lecce. E' il quattordicesimo morto dietro le sbarre del mese di luglio. Lo annunciano in una nota la deputata radicale Rita Bernardini e la segretaria dell'associazione Detenuto Ignoto Irene Testa. Secondo il dossier di Ristretti Orizzonti 'morire di carcere' il mese di luglio 2012 è stato il più tragico dal 2000 con 14 detenuti e 3 agenti di polizia penitenziaria deceduti in carcere. Per quanto riguarda il 2012, il totale delle morti tra i detenuti sale a 93 (33 per suicidio), mentre nella polizia penitenziaria si sono registrati 7 suicidi, tra cui quello di un ispettore capo.

In questo mese, fanno sapere i radicali, 6 detenuti si sono impiccati. Un internato nell'ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa è stato ucciso dal compagno di cella che gli ha dato fuoco con la bombola del gas, un detenuto è morto nel carcere di Siracusa dopo 25 giorni di digiuno, uno internato nell'ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto è morto asfissiato con il gas, altri 5 carcerati deceduti per non meglio precisate "cause naturali". Tre poliziotti penitenziari si sono suicidati con la pistola di ordinanza.

"Domani - annunciano Bernardini e Testa - ricorderemo in una conferenza stampa che si terrà alle ore 11.30 al Senato della Repubblica l'anniversario del convegno dello scorso anno in cui il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano pronunciò parole importanti e di grande speranza per lo Stato di diritto e la legalità nel nostro Paese. Quanto alla giustizia 'ritardata e negata' e alla situazione delle nostre carceri il presidente parlò di una 'questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile'. Da allora non abbiamo smesso un giorno, con Marco Pannella, con tutta la comunità penitenziaria e con decine di migliaia di cittadini, nel cercare di dar corpo e vita a quelle parole di speranza, credendo nello 'scatto' e nella 'svolta' politica invocata dal Presidente 'non foss'altro - per usare le sue parole di allora - per istinto di sopravvivenza nazionale'. 'Ci si rifletta seriamente e presto da ogni parte': anche queste furono le parole di Napolitano, un anno fa".

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