Capodanno, Lav: a Torino regolamento vieta i botti, serve vigilanza

Torino, 27 dic. (LaPresse) - "Il Regolamento n. 320, art. 23, e il Regolamento di polizia urbana, art. 48 ter, della Città di Torino sanciscono da oramai più di un anno il divieto assoluto dell'utilizzo di botti e petardi. La Lav chiede al Comune di Torino vigilanza reale sul rispetto dei regolamenti, soprattutto nei giorni precendenti e successivi al Capodanno. Il Comune di Torino non è peraltro l'unico della provincia in cui vige tale divieto, previsto, ad esempio, anche dal Comune di Grugliasco". E' quanto scrive in una nota l'organizzazione animalista.

"Negli ultimi giorni - afferma Gualtiero Crovesio, Responsabile Lav Torino - abbiamo ascoltato informazioni fuorvianti provenire dai più importanti notiziari locali della Rai sull'uso di botti e petardi, nei quali si spiegava che esisterebbero quelli ammessi e quelli non ammessi; tuttavia a Torino e in altri importanti centri del nostro territorio i botti sono vietati. Chiediamo quindi agli organi di informazione di operare un servizio utile ai cittadini informandoli correttamente su quanto prevedono le normative locali, da molti evidentemente ancora ignorate".

L'appello che l'associazione rivolge alla civica amministrazione in vista dei festeggiamenti di fine anno si inserisce nell'ambito della campagna 'Gli animali valgono più di un botto?', lanciata dalla Lav lo scorso 6 dicembre. L'iniziativa si rivolge alle istituzioni cittadine e, in particolare, all'assessorato allo sport e al tempo libero, al quale si chiede di porre fine ai fuochi pirotecnici rumorosi della festa di San Giovanni - causa di molte vittime tra gli animali - e di utilizzare finalmente fuochi d'artificio silenziosi accompagnati da un sottofondo musicale, come ad esempio già avviene da alcuni anni a Genova.

La petizione della Lav, che si rivolge non solo alla Città di Torino, ma anche ai restanti comuni del territorio provinciale, ha già raccolto oltre duemila firme in pochi giorni, a testimonianza dell'interesse di molte persone al superamento dell'uso delle inutili esplosioni, fortemente nocive per gli animali, ma indigeste anche a molti cittadini, specialmente i più sensibili ai rumori come anziani, bambini piccoli e ammalati. Per firmare la petizione: www.lavtorino.org/stop-ai-botti-rumorosi.

"Alle Istituzioni torinesi chiediamo coerenza con quanto da esse stesse emanato - aggiunge Crovesio - nel pieno rispetto degli animali e dei loro proprietari, così come di anziani, malati e persone sensibili in genere. Ricordiamo che l'attivazione di petardi, botti, fuochi d'artificio e simili può configurarsi come maltrattamento e comportamento lesivo nei confronti degli animali, e contravviene al Regolamento comunale n. 320".

La Lav chiede alle forze dell'ordine di intervenire a sanzionare i trasgressori, a differenza di quanto avvenuto sin'ora con le innumerevoli segnalazioni rimaste inevase, e invita i cittadini a continuare a segnalare ai suoi indirizzi luoghi date e orari in cui sono stati comunque fatti esplodere botti impunemente, con vane richieste di intervento alla polizia municipale. L'associazione, infine, domanda alla civica amministrazione "come possano botti e petardi essere ancora tranquillamente in commercio in centinaia di esercizi commerciali a Torino, dal momento che il loro utilizzo non è più consentito da oltre un anno".

"Riteniamo che lo strumento che fino ad ora è mancato maggiormente sia tuttavia quello della prevenzione, mediante una corretta informazione e la necessaria sensibilizzazione - conclude Crovesio - che dovrebbe partire dalle scuole su indicazione delle istituzioni politiche, e riguardare anzitutto i più giovani e le loro famiglie. Su questo terreno ci aspettiamo che il comune batta finalmente un colpo... Non rumoroso però!".

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