Capodanno, 251 feriti per i botti: 30% in meno dello scorso anno

Roma, 1 gen. (LaPresse) - Sono 251 le persone ferite per i botti di Capodanno, a fronte dei 361 dello scorso anno, con un calo di circa il 30%. Non ci sono stati morti. Sono i dati diffusi dalla polizia di Stato nel bilancio dei festeggiamenti per la notte di San Silvestro. La rilevazione dei dati è stata effettuata attraverso la procedura informatizzata denominata R.I.Se.C., ideata e realizzata dalla polizia in collaborazione con il CED - Interforze.

Si registra anche una leggera diminuzione dei ferimenti derivanti dall'uso di armi da fuoco che risultano essere 7 rispetto agli 11 dell'anno precedente. Dalla comparazione dei dati relativi alla gravità delle lesioni riportate emerge, con riferimento ai feriti lievi con prognosi inferiore o uguale ai 40 giorni, il rilevamento di 241 casi, a fronte dei 345 del 2014. Con riferimento, invece, ai feriti più gravi, cioè quelli con prognosi superiore ai 40 giorni, si registrano, in diminuzione, 12 persone ferite a fronte dei 16 dello scorso Capodanno.

Un calo netto dei feriti che va avanti dal 2012, quando ci furono 2 morti, 35 feriti con prognosi superiore ai 40 giorni e quasi 600 con prognosi inferiori. Anche nel 2013 i morti furono 2 ma i feriti gravi 29 e circa 300 quelli con prognosi inferiore ai 40 giorni. Nessun morto, invece, nel 2014: 16 feriti gravi e 345 lievi.

Dai dati relativi agli incidenti con feriti provocati dallo scoppio di manufatti pirotecnici, si rileva che le patologie tipiche da scoppio di prodotti pirotecnici sono i traumi e le ustioni. In particolare rimangono maggiormente lesionate le mani (frequenti sono le fratture e le amputazioni di dita o falangi). Ferite al volto e alle parti basse del collo, invece, sono prodotte dagli artifici ad effetto scoppiante.

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