Camorra, imprenditore ucciso nel 2006: trovati mandanti ed esecutori
Eseguita ordinanza cautelare di applicazione della custodia in carcere per sei persone

Con l'accusa di concorso in omicidio per la morte dell'imprenditore edile Enrico Amelio, avvenuta dieci anni fa, i carabinieri del nucleo investigativo di Napoli hanno eseguito un'ordinanza cautelare di applicazione della custodia in carcere, emessa dal Gip di Napoli, per sei persone. La richiesta è stata avanzata dalla Direzione distrettuale antimafia della procura di Napoli. L'omicidio risale al 10 ottobre 2006, quando contro la vittima vennero sparati diversi colpi di arma da fuoco, uno dei quali raggiunse l'arteria femorale, provocando la morte di Amelio.

Ora, grazie anche alla dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, un tempo membri del clan 'Polverino', è stato possibile invidiuare le responsabilità dei mandanti e degli esecutori. A monte dell'omicidio, si legge in una nota della procura, la presunta intromissione da parte di un parente di Amelio, lo zio materno, in una rilevante trattativa immobiliare per la compravendita di alcuni fondi che avevano sollevato l'interesse del clan 'Polverino'.

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