Camorra, confiscati beni per 21 milioni a imprenditore legato a Casalesi

Roma, 22 dic. (LaPresse) - La guardia di finanza ha sequestrato beni per oltre 21 milioni di euro ritenuti parte del patrimonio illecito accumulato nel tempo dal clan dei Casalesi, fazione Bidognetti, una delle consorterie criminali più pericolose ed economicamente forti del Casertano.

I militari del Gico (Gruppo investigazioni criminalità organizzata) hanno confiscato beni immobili, mobili e disponibilità finanziarie riconducibili a Paolo Diana, imprenditore nel settore dei trasporti e del commercio di autoveicoli, conosciuto negli ambienti criminali con il nome di 'Scarpone'.

Si tratta di 24 fabbricati e 44 terreni(ubicati nei comuni Roma, Castel Volturno e Villa Literno), di due autovetture, 52 rapporti finanziari, nove pacchetti azionari e quattro società.

Il provvedimento del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di quello che viene ritenuto un esponente di spicco dei Casalesi, è stato emesso a seguito delle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia e sulla scorta delle indagini svolte dai finanzieri.

L'attività investigativa ha dimostrato, tra l'altro, come Paolo Diana abbia provveduto nel tempo, direttamente o con la collaborazione dei figli Nicola e Pasquale, a fornire denaro o autovetture di grossa cilindrata (tra cui, Ferrari e Maserati) agli esponenti di spicco del clan, ad assicurare appoggi logistici per l'esecuzione di agguati mortali, e a mettere le proprie abitazioni a disposizione come basi di appoggio durante la guerra fra le diverse fazioni camorristiche. Nel dettaglio, è stato appurato che lo stesso imprenditore ha ospitato, presso le proprie abitazioni, latitanti e camorristi del calibro di Domenico Bidognetti, Luigi Guida, Egidio Coppola, posti ai vertici del sodalizio criminale. La ricchezza indebitamente accumulata era già stata oggetto di sequestro nel 2011. I beni ora rientreranno definitivamente nella disponibilità dello Stato.

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