Camorra, confiscati beni da 13 mln a ex tecnico Casal di Principe
L'indagine ha svelato i collegamenti fra la classe politica e i Casalesi

 La Direzione investigativa antimafia di Napoli sta eseguendo un provvedimento di confisca di beni e consistenze economiche per un valore pari a oltre 13 milioni di euro. I beni sottoposti a confisca sono riconducibili all'ex responsabile dell'Ufficio tecnico comunale di Casal di Principe, Nicola Di Caterino, amministratore di fatto della V.I.A.N. S.r.l., coinvolto nella realizzazione del centro commerciale Il Principe a Madonna di Briano. La confisca arriva in seguito alle 57 ordinanze cautelari nei confronti di persone ritenute responsabili di associazione per delinquere di tipo camorristico e legate al clan dei Casalesi. L'indagine aveva svelato i collegamenti fra la classe politica di Casal di Principe e l'ala militare e imprenditoriale del clan dei Casalesi, fazione Schiavone e Bidognetti.

 

 Di Caterino, durante l'indagine, era stato individuato come contributo stabile per l'organizzazione nell'acquisizione e gestione degli appalti. L'operazione relativa alla costruzione del centro commerciale aveva goduto del favore di esponenti politici di rilievo locale e nazionale, proprio grazie a Di Caterino, che per la realizzazione avevano previsto un investimento pari a 43 milioni di euro.

 L'ingegnere, secondo le indagini, grazie alle sue amicizie e alla parentela con il sindaco di Casal di Principe, aveva stabilito contatti con politici nazionali. Tra i beni confiscati l'azienda Vian Srl, la Cas:Rib Srr, tre auto-motoveicoli, sei rapporti finanziari.

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