Camorra, business del pane in mano ai Casalesi: 9 arresti
Sequestrati beni per oltre 18 milioni di euro

Il nucleo di polizia tributaria di Napoli e il nucleo investigativo della polizia penitenziaria stanno eseguendo 9 ordinanze di custodia cautelare, 6 in carcere e 3 ai domiciliari, emesse dal gip di Napoli su richiesta della Dda, nei confronti di alcuni esponenti degli Zagaria, del clan dei Casalesi. I finanzieri stanno anche sequestrando beni per oltre 18 milioni di euro, tra cui società e attività imprenditoriali vicine al clan e funzionali alla gestione e al controllo monopolistico nel settore della produzione e distribuzione del pane e altri prodotti alimentari nell'area casertana.

Le indagini hanno provato l'esistenza di un sodalizio criminale, attivo nel clan, che agiva acquisendo e assumendo il controllo con modalità tipicamente mafiose di importanti realtà imprenditoriali a Grazzanise, Cancello, Arnone, Pastorano, Santa Maria Capua Vetere, Sparanise, Teano e Giugliano in Campania. Rilevanti le figure di un 48enne pregiudicato oggi sorvegliato speciale con obbligo di dimora, autista e uomo di fiducia del boss Michele Zagaria, e di un 46enne cugino del boss, che avevano assunto un ruolo di spicco nella fazione casalese.

I due organizzavano incontri riservati tra loro e altri personaggi vicini al clan, tra cui un imprenditore attivo nella produzione di prodotti da forno distributi in tutta la provincia di Caserta, in cui si stabilivano le strategie di investimenti. Il 48enne era intervenuto anche su richiesta di questo imprenditore per la distribuzione del pane nel casertano nonché controllando personalmente, affidando compiti di gestione a suoi prestanome, l'andamento delle attività economiche del clan. Il 46enne invece si occupava di indicare luoghi e obiettivi in cui agire.

Ruolo di spicco altrettanto decisivo era quello di un 46enne del clan Schiavone che pianificava e organizzava con l'imprenditore lo smistamento del pane nel casertano, intervenendo direttamente per imporne l'acquisto e concludendo accordi con altre fazioni camorristiche per la ripartizione delle zone.

 

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