Camorra, arresti in clan Polverino: corrotto carabiniere
Cosche particolarmente attive nell'area nord di Napoli nel traffico e spaccio di droga

I carabinieri del nucleo investigativo di Napoli hanno arrestato sei persone ritenute legate al clan Polverino e responsabili in concorso di spaccio nonché di aver ottenuto, attraverso la corruzione di un militare dell'Arma, informazioni riservate. Quattro persone sono finite in carcere, una ai domiciliari, mentre per un'altra è scattato il divieto di dimora nelle province di Napoli e Caserta. Il provvedimento trae origine dall'indagine avviata nel 2015 dai carabinieri di Napoli, con il coordinamento della Dda, contro il clan Polverino, attivo a Marano, nell'area nord della provincia partenopea, e che ha già portato a numerosi arresti. Dalle indagini è emerso il ruolo dei pluripregiudicati ritenuti vicini alla cosca composta da elementi del gruppo dei Polverino, dei Nuvoletta e del gruppo emergente degli Orlando, particolarmente attivi nel traffico e nello spaccio di droga. Tre persone sono state arrestate per traffico di sostanze stupefacenti, occasione in cui sono stati sequestrati 80 chili di marijuana, una pistola a salve calibro 9 e 4.890 euro. Emerso anche il legame tra questi e un carabiniere in servizio nella tenenza di Marano che, in cambio di favori anche di natura economica, ha fornito informazioni riservate a uno degli indagati, omettendo atti dovuti e compiendone di contrari ai propri doveri d'ufficio. Alla luce anche il rapporto di corruzione tra uno dei soggetti indagati e due militari - quello di Marano e un altro - che hanno ricevuto in cambio dei loro favori la promessa di un'intercessione con i vertici dell'Arma locali e romani per ottenere il trasferimento al nucleo investigativo di Castello di Cisterna, competente per le indagini di criminalità organizzata anche sull'area di Marano.

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