Calcioscommesse, Doni parla per 3 ore

Cremona, 11 gen. (LaPresse) - Nuovo faccia a faccia con i giudici di Cremona per 'ex capitano dell'Atalanta Cristiano Doni. L'ormai ex capitano nerazzurro e' arrivato a piedi in via dei Tribunali in compagnia del suo legale Salvatore Pino. Il calciatore, che indossava un impermeabile marrone chiaro e occhiali da sole, e' apparso tranquillo ma non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione.

Questo pomeriggio verra' interrogato l'ex preparatore atletico dei portieri del Ravenna calcio, Nicola Santoni, anch'egli arrestato il 19 dicembre scorso nell'ambito dell'inchiesta cremonese sul calcioscommesse.

L'ex capitano dell'Atalanta Doni davanti al gip Guido Salvini aveva ammesso di aver preso parte alla 'combine' di almeno una delle partite che gli erano contestate: Atalanta-Piacenza, conclusasi con la vittoria per 3 a 0 per il club bergamasco. Il calciatore aveva però sostenuto di averlo fatto unicamente per favorire l'Atalanta.

L'interrogatorio è durato circa 3 ore di fronte al procuratore capo di Cremona Roberto Di Martino. Doni, spiega il suo legale, l'avvocato Salvatore Pino, ha collaborato rispondendo a tutte le domande del pm "che e' stato soddisfatto".

Doni "ritiene di non aver mai fatto nulla contro la squadra, lui non e' un giocatore corrotto - ha aggiunto - Non si e' venduto le partite. Ha sempre giocato per vincere, poi la consapevolezza che qualche partita avesse il risultato gia' acquisito per altra via, probabilmente lui non avrebbe dovuto averla".

Da nuovi accertamenti nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse sarebbero emersi elementi sufficienti a confermare 'combine' sia su partite individuate dagli inquirenti nell'ordinanza che ha portato all'arresto di 17 persone il 19 dicembre scorso, sia su nuove gare anche di serie A su cui gli investigatori avevano già appuntato la loro attenzione. Da quanto si apprende da fonti investigative, ci sarebbero inoltre elementi nuovi che riguardano anche episodi già evidenziati nella prima tranche dell'inchiesta 'Last Bet' dello scorso giugno. Le ultime indagini, inoltre, avrebbero fornito riscontri alle parole del portiere della Cremonese, Marco Paoloni, da cui l'inchiesta aveva preso il via. In alcune intercettazioni, infatti, il calciatore aveva parlato di molte partite truccate anche in serie A. Le affermazioni di Paoloni, che agli investigatori in un primo momento sembravano essere millanterie, non lo sarebbero.

L'interrogatorio dell'ex capitano dell'Atalanta, Cristiano Doni, davanti al procuratore capo Roberto Di Martino avrebbe inoltre fornito riscontri agli investigatori. Il giocatore, durante le oltre due ore e mezza di colloquio, avrebbe escluso un coinvolgimento dell'Atalanta. Doni avrebbe tuttavia tenuto un atteggiamento abbastanza collaborativo con gli investigatori, e avrebbe ammesso alcune responsabilità.

Nel frattempo il collegio arbitrale presieduto da Bartolomeo Manna ha fissato per il 18 gennaio l'udienza di Cristiano Doni e dell'Atalanta di fronte al Tribunale nazionale dello sport del Coni "per discutere modalità e tempistica relative alla prosecuzione della procedura arbitrale".

Sempre oggi Doni "ha confermato gran parte di quanto detto al gip: aveva intenzione di collaborare e lo ha fatto", ha sottolineato l'avvocato difensore del calciatore Salvatore Pino. Nel colloquio di questa mattina "sono stati toccati molti argomenti sui quali non era stato tirato in causa". Il calciatore avrebbe infatti fornito elementi "importanti e rilevanti, tali da soddisfare il pm - ha precisato l'avvocato Pino - e ha ribadito che cio' che ha fatto lo ha fatto per la squadra".

In particolare l'ex capitano nerazzurro avrebbe parlato dell'incontro Atalanta - Piacenza. "Lui - ha detto ancora il legale - ha saputo che c'era la combine dopo che gli accordi in questo senso erano stati presi. Non l'ha combinata lui". Doni, secondo il suo legale, avrebbe agito cosi' perche' "il fatto di poter portare punti alla squadra lo ha portato a compiere un passo falso" ma non e' stato il giocatore "ad alterare il risultato".

Da quanto si apprende da fonti giudiziarie, tuttavia, Doni avrebbe concordato in campo, durante la partita Atalanta - Piacenza, con il portiere della squadra emiliana Mario Cassano di battere al centro il primo rigore della partita. Il portiere si sarebbe buttato di lato. La partita e' terminata 3 a 0 per il club orobico. Per il calciatore "l'Atalanta era il suo mondo - aggiunge il legale - non aveva una vita sociale che non fosse legata alla squadra, alla societa' e alla citta'. Ora invece e' amareggiato dal gelo molto forte" calato con i tifosi del club orobico. Doni per questo si sentirebbe ora "molto in difficolta'".

L'ex capitano dell'Atalanta, infine, da lunedì scorso è agli arresti domiciliari nella sua villa di Torre Boldone, alle porte di Bergamo. Doni era stato arrestato il 19 dicembre scorso e aveva trascorso 5 giorni nella casa circondariale di Ca del Ferro di Cremona. Il calciatore dal 24 dicembre era stato posto ai domiciliari a casa della moglie a Santa Cristina in Val Gardena fino a lunedì scorso, quando il gip Guido Salvini ha autorizzato il trasferimento nella sua casa di Bergamo.




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