Brindisi, dalla bomba all'arresto di Vantaggiato un'indagine complessa

Brindisi, 16 gen. (LaPresse) - Quasi otto mesi. Tanto il tempo trascorso da quella mattina nella quale l'Italia è profondata nello sgomento. Mancano venti minuti alle otto. Un cassonetto esplode davanti all'ingresso dell'istituto professionale 'Morvillo Falcone'.

19 maggio - Una studentessa di sedici anni, Melissa Bassi di Mesagne, muore sul posto. Un'altra ragazza, Veronica Capodieci, lotta con la morte in condizioni disperate all'ospedale Perrino di Brindisi (poi verrà trasferita a Lecce). Sette i feriti, cinque i ricoverati, tre le ragazze ferite in prognosi riservata.

20 maggio - A 24 ore dall'attentato, si diffondono le voci più disparate. Mafia? Stragismo? Anarco insurrezionalismo? Due persone vengono interrogate dalla polizia. C'è l'identikit di un primo sospettato, un uomo di età apparentemente compresa tra i 50 e i 60 anni, con una giacca scura, un paio di pantaloni chiari e scarpe comode. Viene inquadrato da due telecamere diverse, entrambe poco visibili. Si diffonde un nome. Risulterà completamente estraneo ai fatti.

21 maggio - Un secondo sospettato finisce nella gogna mediatica. Tv e social network diffondono il tam tam. L'uomo viene portato in questura a Brindisi e tenuto per dodici ore sotto interrogatorio. Si scoprirà solo in tarda serata che l'uomo è estraneo all'attentato. -

22 maggio - Le procure di Brindisi e Lecce hanno diversità di vedute. Le indagini passano alla Dda di Lecce. Cambia il reato ipotizzato. Finora si indagava per strage, adesso si passa al reato di strage aggravata dalla finalità di terrorismo (in base all'articolo 270 sexies codice penale). Si ricomincia daccapo, dopo le fughe di notizie dei giorni precedenti.

26 maggio - Ad una settimana dall'attentato, cala il silenzio totale sulle indagini. Brindisi scende in piazza in una grande manifestazione di solidarietà: almeno sei, sette mila persone dicono no a ogni forma di violenza.

28 maggio - Viene diffuso il video integrale dell'attentatore. Nelle immagini riprese dalle telecamere di un vicino chiosco si vede l'uomo che staziona davanti alla scuola e poi alza un braccio come per azionare un telecomando.

6 giugno - E' il giorno della svolta. Nel pomeriggio filtrano indiscrezioni su un fermo. Solo in tarda serata gli inquirenti forniscono i dettagli. E' stato fermato un 68enne di Copertino, in provincia di Lecce. Si tratta di un imprenditore che ha lavorato per anni nel commercio di carburanti. Sotto interrogatorio per più di otto ore confesserà di essere lui l'autore dell'attentato e che l'obiettivo non era la scuola. Giovanni Vantaggiato confessa di aver agito per vendetta contro la giustizia. Ad incastrarlo i filmati della sua Fiat Punto nei pressi dell'istituto e la somiglianza con il personaggio ripreso dalle telecamere, nonché alcune intercettazioni. Oggi inizia per lui il processo davanti alla corte d'Assise di Brindisi.

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