Boss degli Scissionisti ucciso sul lungomare di Terracina

Latina, 23 ago. (LaPresse) - Agguato di camorra a Terracina, in provincia di Latina. Gaetano Marino, 48 anni, boss degli Scissionisti è stato ucciso a colpi di pistola sul lungomare Circe, di fronte allo stabilimento balneare Sirenella. Dopo aver esploso numerosi colpi di pistola semiautomatica, i killer sono fuggiti a bordo di un'auto. La vittima sarebbe stata raggiunta da 11 colpi. A terra la scientifica ha trovato una quindicina di bossoli. Sul caso indaga la squadra mobile di Latina.

Marino era in vacanza con la famiglia a Terracina. Secondo le prime ricostruzioni sarebbe stato chiamato al telefono mentre si trovava in spiaggia e, subito dopo, sarebbe salito all'ingresso dello stabilimento balneare. Là si sarebbe trovato di fronte gli assassini. Insieme a lui, faccia a faccia con gli assassini, si sarebbe trovato anche un conoscente, che si è salvato.

"Da quello che ho visto il corpo era davanti il Sirenella addossato allo sportello di un'automobile ai lati della strada", racconta un testimone sul sito terracinablog.com. "L'uomo - continua - indossava un costume blu e da quello che mi è parso di vedere sembra proprio che gli abbiano sparato in faccia e comunque giaceva in un lago di sangue. Non era un bello spettacolo". L'uomo parla anche di "scene di disperazione da parte di due donne con accento partenopeo (forse sue parenti o amiche). Sulla spiaggia - aggiunge - c'è stato un fuggi fuggi all'esplosione dei colpi d'arma".

Marino, secondo quanto di lui racconta lo scrittore Roberto Saviano, è un boss del clan degli Scissionisti, usciti vincitori nella guerra con i Di Lauro. "Gaetano - scriveva Saviano il 10 febbraio scorso su Repubblica - è fratello di Gennaro Marino, promotore militare della faida. Sono detti i 'McKay' perché il padre Crescenzo (ucciso dai Di Lauro come vendetta) somigliava a un vecchio personaggio di una serie televisiva western. Gaetano fu scovato nel dicembre 2004 in un albergo di lusso della costiera sorrentina, si nascondeva lì per sfuggire alla vendetta dei killer rivali che lo cercavano, ed era sempre accompagnato dal suo maggiordomo che aveva il compito di accudirlo. Gaetano Marino non può mangiare da solo, non può cucinare, non può aprire le porte, non può nemmeno bere da solo. Perse entrambe le mani per lo scoppio di un ordigno. Guerra di camorra con i Ruocco, anni '90, si voleva fargli saltare la villa e una bomba gli esplose in mano. Questa è una delle versioni. Altri dicono che perse le mani perché stava lanciando una bomba a mano esplosa prima del tempo. Gaetano Marino è stato per la camorra una sorta di ambasciatore dei sodalizi di Secondigliano con la mafia albanese, come dimostrato dall'inchiesta del Gico di bari dell'ottobre 2010".

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