Bologna, giornata di scontri e tensioni: in sette all'ospedale

Bologna, 18 ott. (LaPresse) - Un pomeriggio di ordinaria, attesa tensione ha paralizzato il cuore di Bologna, attraversato dai cortei dei collettivi e centri sociali da un lato, dai militanti dell'ultradestra di Forza Nuova dall'altro, con in mezzo la polizia a proteggere questi ultimi e il governatore di Bankitalia Visco, impegnato in una lectio magistralis in via Castiglione. In mezzo una città che si muoveva come se si trattasse di un sabato pomeriggio come gli altri, con gli artisti di strada dei T-days e migliaia di persone a passeggio ignare e spesso disinteressate. Il bilancio di due distinte cariche, una in via Castiglione che doveva essere di assaggio e l'altra in via Garibaldi, dove i collettivi, incattiviti e ben corazzati, hanno tentato lo sfondamento, è di sette persone medicate al pronto soccorso, anche se si tratta di un bilancio ancora da definire: cinque appartenenti alle forze dell'ordine (tre nel primo, due nel secondo scontro) e due ragazzi dei collettivi, medicati per ferite alla testa.

Qualcun altro appariva dolorante e ferito, ma ha preferito non ricorrere alle cure delle ambulanze sparse per il centro e pronte a intervenire. Uno solo fermato: un ragazzo dei centri sociali noto alle forze dell'ordine prelevato in via Garibaldi e fino a tarda sera in questura. E' stato qui, in via Garibaldi intorno alle 19.15, il momento di più alta tensione: al calar delle tenebre, protetti dai loro striscioni (contro il fascismo e l'austerità) i 700 di tutte le sigle antagoniste della città (Tpo, Labas, Cua, Pcl, Crash e altre) hanno attaccato con caschi, bastoni, fumogeni e bombe carta, lanciando di tutto ai poliziotti (in quel momento vicini ai cento) che li hanno respinti. E' durato tutto qualche minuto, poi i manifestanti si sono dispersi. Dall'altra parte i poco più di 200 di Forza Nuova, rappresentanti del partito di destra dal nord Italia: hanno inscenato un corteo in via Garibaldi con bandiere e lo striscione 'prima gli italiani', poi, dopo qualche coro e slogan, hanno inneggiato al loro presidente nazionale Roberto Fiore, che ha parlato in un lungo comizio in piazza Garibaldi. Lo scontro, alla fine, non c'è stato, e poco prima delle 21 Fn ha rotto le righe e gli attivisti sono risaliti sui loro pullman.

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