Bologna e Libera in corteo. Don Ciotti: Corruzione e mafia due facce della stessa medaglia

Bologna, 21 mar. (LaPresse) - Migliaia di persone si sono riunite oggi a Bologna per la ventesima Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime della mafia organizzata da Libera. Presenti il fondatore di Libera don Luigi Ciotti, la presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e il presidente del Senato Pietro Grasso.

DON CIOTTI: 'CORRUZIONE E MAFIA FACCE STESSA MEDAGLIA'. "Oggi con forza dobbiamo dire che corruzione e mafia sono due facce della stessa medaglia. Lo diciamo con molta determinazione. E c'è anche una risposta che in questi anni è cresciuta di cittadini più responsabili, di migliaia di giovani, che stanno maturando da che parte stare. Chiediamo alla politica che si assuma le sue responsabilità, non dimenticando gli aspetti positivi anche della politica". Così Don Ciotti a margine della manifestazione di Libera, spiegando che "bisogna confiscare i beni anche ai corrotti". "Ma - conclude il fondatore di Libera - dobbiamo chiedere anche a noi di essere più veri, più grintosi, se no le giornate della memoria diventano celebrazione. Invece devono essere un graffiare dentro le coscienze di tutti per assumerci tutti più responsabilità in questo Paese".

GRASSO: 'NON ANNACQUARE NORME ANTICORRUZIONE'. "Io come presidente del Senato ho fatto di tutto e penso di avere raggiunto un primo passo importante: avere portato in aula un tema come quello della corruzione, ma anche il falso in bilancio, l'evasione fiscale, che da due anni ancora non riusciva a trovare questo spazio. Ho piantato una bandierina, cercheremo di andare avanti e di fare in modo che queste norme non vengano poi annacquate per renderle assolutamente non efficaci". Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso nel corso della manifestazione, sottolineando che "deve essere una volontà politica di tutti i parlamentari".

MATTARELLA: 'RIBADIRE NO A CRIMINALITA' ORGANIZZATA'. Assente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che però in settimana ha inviato un messaggio a don Ciotti ringraziandolo per l'invito e spiegando che la giornata nazionale "ci permette di ribadire con fermezza un no incondizionato nei confronti di ogni forma di criminalità organizzata e di complicità, convivenza o semplice acquiescenza". "Lo Stato - ha ribadito Mattarella - si è dotato di efficaci strumenti per contrastare i fenomeni mafiosi i quali, però, in un contesto globalizzato, mutano rapidamente, cambiano obiettivi e strategie, inventano sofisticati meccanismi di attività e di occultamento, e rendono, perciò, indispensabili continue messe a punto di strumenti di contrasto e una sempre più stringente collaborazione tra le forze di polizia e la magistratura a livello internazionale".

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