Blitz nei compro oro di 11 regioni, sequestri per 163 milioni

Arezzo, 8 nov. (LaPresse) - Perquisizioni e sequestri in tutta Italia, impegnate oltre 300 pattuglie della guardia di finanza. Gli ordini sono stati emanati dalla Procura di Arezzo nei confronti di 118 persone indagate per associazione per delinquere, riciclaggio e reinvestimento di proventi illeciti, ricettazione, esercizio abusivo del commercio di oro e frode fiscale. Sono in corso 259 perquisizioni in 11 regioni, concentrate principalmente in Toscana (74), Campania (91), Lazio (30), Sicilia (16), Puglia (16) e Lombardia (7), presso le abitazioni degli indagati e le attività commerciali ad essi riconducibili. Si tratta di negozi compro oro, gioiellerie ed aziende orafe, comprese 23 società del distretto orafo di Arezzo, 16 del polo campano 'Tarì' e 'Oromare' e una di Valenza. Disposto il sequestro preventivo di oltre 500 rapporti bancari al fine di bloccare, presso 23 istituti di credito, 8 intermediari finanziari e 2 società fiduciarie, le disponibilità detenute dai principali indagati, fino a 163 milioni di euro, pari al volume d'affari degli scambi di oro e denaro sporco effettuati da questo gruppo criminale organizzato, su scala internazionale, nel 2012.

Le fiamme gialle stanno procedendo, inoltre, al sequestro di una villa di campagna del valore di 190mila euro, ubicata a Monte San Savino (Arezzo), acquistata dall'organizzazione (dietro lo schermo di una società maltese) ed utilizzata come centro di smistamento dei traffici. L'associazione aveva il suo vertice in Svizzera e si muoveva con i bracci operativi di più capi area, che agivano come referenti sui territori dei distretti orafi di Arezzo, Marcianise (Caserta) e Valenza (Alessandria), ai fini della raccolta di oro acquistato dagli agenti intermediari in contatto con una fitta rete di negozi compro oro ed operatori del settore, che stavano alla base della filiera dei traffici di oro di provenienza illecita.

Tutte le forniture di metallo prezioso avvenivano in nero, al di fuori dei circuiti ufficiali, mediante scambi di oro contro denaro contante in banconote di grosso taglio, trasportate da corrieri insospettabili usando autovetture appositamente modificate con doppifondi. Il volume d'affari ricostruito finora ammonta a 4.500 chili di oro e 11mila chili di argento, per un controvalore di 183 milioni di euro. Riscontri precisi sono venuti alla luce grazie a 5 interventi effettuati in flagranza di reato, negli ultimi 4 mesi, dalla guardia di finanza di Vipiteno, Napoli e Arezzo.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata