Blitz contro secessionisti veneti: 24 arresti Salvini: Lo Stato non ci fa paura

Brescia, 2 apr. (LaPresse) - Dalle prime ore di questa mattina, i carabinieri stanno eseguendo in diverse regioni italiane 24 ordinanze di custodia cautelare (di cui due ai domiciliari) emesse dal gip del tribunale di Brescia, su richiesta della locale procura della Repubblica, per associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico e fabbricazione e detenzione di armi da guerra. Gli arresti sono stati eseguiti in Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana e Sardegna. Contestualmente sono in corso di esecuzione perquisizioni a carico di altri 27 indagati. I provvedimenti scaturiscono da un'attività investigativa condotta dal Ros nei confronti di un gruppo riconducibile a diverse sigle di ideologia secessionista, che aveva progettato varie iniziative, anche violente, finalizzate a sollecitare l'indipendenza del Veneto e di altre parti del territorio nazionale dallo Stato italiano. Fra gli arrestati c'è anche il fondatore della Liga Veneta Franco Rocchetta: ex parlamentare, è stato tra i promotori del referendum per la secessione del Veneto. In carcere anche un ex dei Serenissimi Luigi Faccia e un leader dei Forconi, Lucio Chiavegato. Ai domiciliari un altro ex dei Serenissimi: Flavio Contin.

Tra le iniziative documentate dall'indagine figura la costruzione di un carro armato, sottoposto a sequestro, da utilizzare per compiere un'azione eclatante a Venezia in piazza San Marco. Il Tanko è stato costruito in un capannone a Casale di Scodosia (Padova), utilizzando una pala cingolata Fiatallis modello FL 20, successivamente blindata e dotata di videocamere, e di una bocca da fuoco, ancora da montare. Sempre nello stesso capannone, alcuni membri dell'organizzazione hanno di recente realizzato una prova di fuoco a salve, testimoniando l'offensività del mezzo blindato una volta armato. Nei piani dell'organizzazione, il Tanko avrebbe dovuto essere utilizzato per un'azione in piazza San Marco a Venezia, con il coinvolgimento di centinaia di persone, alcune delle quali armate. Al riguardo è stato documentato come alcuni militanti dell'organizzazione si siano adoperati per reperire armi leggere attraverso dei contatti con la criminalità albanese, da destinare ai membri dell'organizzazione.

La Lega nord si schiera con gli arrestati, con il segretario federale Matteo Salvini che scrive su Facebook: "Aiutano i clandestini, cancellando il reato di clandestinità, liberano migliaia di delinquenti con lo svuota-carceri, e arrestano chi vuole l'Indipendenza. Siamo alla follia. Se lo Stato pensa di fare paura a qualcuno, sbaglia". E Gianluca Busato, promotore del referendum per la secessione del Veneto, scrive sul sito plebiscito.eu: "Questa sera alle 19 tutti a piazza San Marco a Venezia. Dimostrazione pacifica e democratica, solo con le bandiere del Veneto. Mobilitazione generale per l'esercizio di indipendenza della Repubblica Veneta. Uno per tutti tutti per uno. W San Marco! W la Repubblica Veneta!". "Lo stato italiano - aggiunge - ha perso la testa di fronte al processo democratico e pacifico in corso che ha visto l'89,10% di 2.360.235 di veneti votare sì all'indipendenza della Repubblica Veneta". "La nostra rivoluzione democratica, evoluta, digitale - conclude Busato - non sarà di certo rallentata dai tentativi puerili e dalle buffonate messe in piedi da uno stato burletta, che non vuole rinunciare ai soldi che ruba dalle nostre tasche senza vergogna. Prepariamoci per una mobilitazione di Popolo, civile, composta, pacifica e democratica a sostegno della Repubblica Veneta. E in ogni caso ringraziamoli, perché non potevamo sospettare di avere un aiuto così grande per applicare con successo l'esenzione fiscale totale".

Le indagini hanno documentato la costituzione dell'associazione, denominata 'L'Alleanza', che ha riunito più organizzazioni secessioniste sotto il comune progetto dell'indipendenza dallo Stato italiano. 'L'Alleanza' è stata formata il 26 maggio 2012 a Erbusco (Brescia) nel corso di una riunione alla quale hanno partecipato rappresentanti di Brescia Patria, di Veneto Stato, del movimento indipendentista sardo Disubbidientzia, nonché alcune figure storiche dei cosiddetti Serenissimi. La struttura dell'organizzazione era basata su una precisa ripartizione dei ruoli tra gli associati, con l'attribuzione di compiti specifici, quali il Comandante della Piazza per la Veneta Serenissima Armata. I carabinieri hanno anche accertato la presenza tra gli associati di un nucleo centrale, motore propulsore dell'organizzazione.L'adesione formale al progetto indipendentista avveniva attraverso la compilazione/sottoscrizione di schede di adesione, contenenti la carica rivestita e le regole tassative da rispettare. L'associazione si serviva inoltre di luoghi di riunione riservati, quali private abitazioni, aziende di proprietà degli indagati e ristoranti, e di utenze cellulari dedicate esclusivamente alle conversazioni tra gli associati. Le indagini hanno accertato una diffusa attività di proselitismo, anche attraverso riunioni aperte a un pubblico selezionato. Le riunioni vertevano principalmente sulla storia veneta. L'organizzazione si basava su di una rigorosa compartimentazione interna, anche in termini di conoscenza delle iniziative in corso fra le quali spicca la realizzazione di un carro armato blindato conosciuta solo da soggetti di accertata affidabilità e non da tutti i militanti.

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