Bertone: Noi collaboratori Papa uniti, Santo Padre vuol fare chiarezza

Roma, 18 giu. (LaPresse) - "In effetti, molti giornalisti giocano a fare l'imitazione di Dan Brown". Il segretario di Stato, Tarcisio Bertone, non si nasconde e parla a 360 gradi a 'Famiglia Cristiana' intervistato da don Antonio Sciortino, sui recenti molteplici scandali che hanno coinvolto il Vaticano e contrattacca, partendo dai media, un po' troppo fantasiosi e che spesso si dimenticano il lavoro interno svolto dalla chiesa su molti fronti. "Nessuno di noi intende nascondere le ombre e i difetti della Chiesa" ribadisce Bertone che ricorda come proprio Benedetto XVI disse: "Quanta sporcizia c'è nella Chiesa, e proprio tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a Dio". Ma "c'è un tentativo accanito e ripetuto di separare, di creare divisione fra il Santo Padre e i suoi collaboratori. E tra gli stessi collaboratori" secondo Bertone.

Secondo Bertone "la grande azione chiarificatrice e purificatrice di Benedetto XVI certamente ha dato e dà fastidio". "È evidente quanto la Chiesa sia una roccia che resiste alle burrasche - aggiunge Bertone - per questo si cerca di destabilizzarla". Uan difesa ad oltranza della Chiesa che parte proprio dai piani alti del Vaticano: "In Segreteria di Stato fra tutti i collaboratori c'è un'unità di intenti, un impegno di collegialità che non esiste altrove" spiega Bertone. "Personalmente, non ho alcun segnale di coinvolgimento di cardinali o di lotte fra personalità ecclesiastiche per la conquista di un fantomatico potere" aggiunge Bertone Il maggiordomo del Papa era allora solo una mela marcia? "Il Santo Padre ha provato dolore non soltanto per il tradimento di una persona di famiglia, da lui amato come un figlio" spiega Bertone che aggiunge "il Papa stesso ci ha chiesto più volte, in maniera accorata, una spiegazione sulle motivazioni del gesto di Paolo Gabriele, da lui amato come un figlio". "Questo tradimento della fiducia è stato il fatto più doloroso. Però, è accaduto" spiega Bertone che sulle indagini non rivela nulla: "Le indagini sono ancora in corso. E l'istituzione della Commissione composta dai cardinali Herranz, De Giorgi e Tomko, che presenterà le sue conclusioni direttamente al Santo Padre, dimostra la volontà di Benedetto XVI di fare totale chiarezza". Al livello personale il Segretario di Stato si sente "al centro della mischia. E vivo queste vicende con dolore". Nel dividere chi lavora con il Santo Padre "c'è qualcosa di iniquo. Occorrerebbe, invece, sostenere quanti si dedicano al bene".

Infine la questione Ior-Gotti Tedeschi che secondo Bertone "è chiara". L'ex numero 1 della banca vaticana è stato allontanato per "un deterioramento dei rapporti fra i consiglieri, a motivo di prese di posizione non condivise, che ha portato alla decisione di un cambiamento". Anche su questa vicenda Bertone prova a gettare acqua sul fuoco perché "al di là degli scandali passati, lo Ior si è dato regole precise ben prima della legge antiriciclaggio". Bertone conclude ribadendo come "l'attuale Consiglio di sovrintendenza, composto da alte personalità del mondo economico-finanziario, ha continuato e rafforzato questa linea di chiarezza e di trasparenza e sta lavorando per recuperare a livello internazionale la stima che merita questa istituzione".

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