Benevento, uccisero pedofilo: due arresti, si indaga sul mandante

La vittima era uscita dal carcere dopo aver scontato una pena undici anni e sei mesi per violenza sessuale nei confronti di due sorelle, minorenni all'epoca dei fatti. Una delle due si tolse la vita dopo gli abusi

Un omicidio su commissione. E' la conclusione a cui è arrivata la Procura di Benevento in merito alla morte di Giuseppe Matarazzo, 45enne ucciso il 19 luglio scorso a Frasso Telesino, che ha richiesto l'arresto di due persone: un 55enne di Sant'Agata dei Goti (Benevento) e un 30enne di San Felice a Cancello (Caserta).

Matarazzo era uscito dal carcere il 16 giugno, dopo aver scontato una pena undici anni e sei mesi per violenza sessuale nei confronti di due sorelle di Frasso Telesino, minorenni all'epoca dei fatti. Una delle due ragazzine, 15enne, qualche tempo dopo aver subito la violenza si tolse la vita, nel 2008. Per questo la Procura pensa che, dietro all'omicidio del 45enne, ci sia l'ambiente famigliare delle due sorelle. Per l'omicidio, infatti, risulta già indagato in concorso il padre delle due minorenni.

La sera dell'omicidio, due persone a volto scoperto e a bordo di un'auto scura, raggiunsero l'abitazione di Matarazzo e gli spararono cinque colpi di pistola. L'uomo morì a causa delle ferite.

Le indagini hanno portato all'arresto dei due uomini, grazie all'analisi dei gps, del traffico telefonico e delle intercettazioni. I carabinieri hanno accertato che l'auto di uno dei due arrestati si trovava nel luogo del delitto all'ora in cui era stato commesso. Anche un testimone ha riconosciuto l'auto e il suo conducente. Gli investigatori hanno poi ricostruito i movimenti della vettura, scoprendo che nei giorni precedenti all'omicidio aveva effettuato sempre lo stesso percorso, elemento che ha portato a pensare alla premeditazione dell'atto. Allo stato attuale, si ritiene che uno degli arrestati abbia fornito agli esecutori la sua auto (nascondendosi all'interno) e l'arma, mentre l'altro era al volante. Probabilmente anche una terza persona, ancora non identificata, si trovava a bordo del veicolo. Proseguono, dunque, le indagini per identificare il terzo colpevole e intermediari, mandanti e complici dell'omicidio.

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