Benedetto XVI: Matrimoni gay e aborto feriscono la pace

Città del Vaticano, 14 dic. (LaPresse) - "La struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale". Così papa Benedetto XVI in un passaggio del suo messaggio per la Giornata mondiale della pace 2013. Per il Santo Padre quando questi principi vengono "negati o mal compresi" si realizza "un'offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace".

Ma a minare la pace, per il Santo Padre, ci sono anche coloro che "non apprezzano a sufficienza il valore della vita umana e, per conseguenza, sostengono per esempio la liberalizzazione dell'aborto forse non si rendono conto che in tal modo propongono l'inseguimento di una pace illusoria". "Ogni lesione alla vita - spiega il Santo Padre - specie nella sua origine, provoca inevitabilmente danni irreparabili allo sviluppo, alla pace, all'ambiente. Nemmeno è giusto codificare in maniera subdola falsi diritti o arbitrii, che, basati su una visione riduttiva e relativistica dell'essere umano e sull'abile utilizzo di espressioni ambigue, volte a favorire un preteso diritto all'aborto e all'eutanasia, minacciano il diritto fondamentale alla vita".


La "via di realizzazione del bene comune e della pace - ha aggiunto il papa - è anzitutto il rispetto per la vita umana, considerata nella molteplicità dei suoi aspetti, a cominciare dal suo concepimento, nel suo svilupparsi, e sino alla sua fine naturale" e "chi vuole la pace non può tollerare attentati e delitti contro la vita". I veri operatori di pace sono, allora, spiega il Santo Padre "coloro che amano, difendono e promuovono la vita umana in tutte le sue dimensioni: personale, comunitaria e trascendente. La vita in pienezza è il vertice della pace".


"La fuga dalle responsabilità - afferma Benedetto XVI - che svilisce la persona umana, e tanto più l'uccisione di un essere inerme e innocente, non potranno mai produrre felicità o pace. Come si può, infatti - chiede il Santo Padre - pensare di realizzare la pace, lo sviluppo integrale dei popoli o la stessa salvaguardia dell'ambiente, senza che sia tutelato il diritto alla vita dei più deboli, a cominciare dai nascituri?".

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