Bari, guerra di mafia per controllo di spaccio ed estorsioni

Bari, 10 feb. (LaPresse) - La polizia di Stato e i carabinieri del comando provinciale di Bari stanno eseguendo, dalle prime luci dell'alba, diverse misure cautelari in carcere a carico di appartenenti ai clan mafiosi locali, accusati di traffico di droga, estorsione detenzione di armi.

Le indagini, svolte congiuntamente dagli uomini del Reparto Operativo di Bari e Compagnia di Triggiano e dagli uomini della squadra mobile della Polizia di Stato, sono state avviate all'indomani dell'efferato omicidio di Mario Rizzo, avvenuto a Rutigliano, cittadina dell'hinterland barese, dove l'uomo fu freddato all'interno di un bar del centro con diversi colpi alla testa. Subito è emerso uno scenario da 'Risiko', con il feroce clan mafioso barese dei Campanale all'attacco dei più deboli clan del sud della provincia. Prima il tentativo di negoziare un accordo con in clan locali per spartirsi il mercato di droga ed estorsioni, poi il brutale omicidio di Rizzo, colpevole di aver rifiutato di piegarsi ai 'baresi' e di aver persino umiliato un luogotenente dei Campanale, oggi arrestato, picchiato e fatto inginocchiare in pubblico, pistola alla tempia, simulando un'esecuzione.

L'omicidio ha spianato la strada alla conquista barese, alcuni clan dell'hinterland si sono alleati con i cittadini per controllare i gruppi meno forti ed imporsi per dominio del traffico di droga ed estorsioni. Forse per ritorsione, i primi taglieggiati sono stati proprio gli imprenditori del territorio controllato dal defunto Rizzo, tra cui anche un'impresa di pompe funebri.

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