Asti criminale: 5 omicidi in un anno, due casi irrisolti. Sindaco: siamo sotto choc

di Ester Castano

Asti, 18 set. (LaPresse) - Le cronache nazionali puntano i riflettori su Asti il 18 ottobre 2014 quando Elena Ceste viene trovata morta nelle campagne di Costigliole, tra il fiume Tanaro e i binari dismessi dell'ex linea Alba-Asti. Il corpo, in avanzato stato di decomposizione, era tra il frasciame e uno specchio di acqua fangosa, poco lontano da casa. Accusato di aver ucciso la 37enne e di averne occultato il cadavere, è il marito Michele Buoninconti, vigile del fuoco salernitano di dieci anni più grande. Il processo riprenderà mercoledì 23 settembre. Nella loro abitazione, tra serre di zucchine e peperoni, le tapparelle sono abbassate. Dentro la cuccia del cane c'è un cavallino a dondolo, sui davanzali vasi d'argilla. Questa, secondo gli inquirenti, era la prigione di Elena Ceste. Geloso al punto d'impedire alla moglie di frequentare persone al di fuori dalla famiglia, Buoninconti non le pagava l'assicurazione della macchina in estate quando i quattro figli, tra i 6 e i 14 anni, non dovevano essere accompagnati a scuola.

Due mesi dopo, alla vigilia di Natale, il 19 dicembre 2014 Manuel Bacco, 37enne, viene ucciso a colpi di pistola nella sua tabaccheria di via Alba ad Asti. Aveva cercato di difendere la moglie, picchiata da due malviventi. Lei, Cinzia, lavora ancora nel negozietto di periferia che vende sigarette e bigiotteria davanti al distributore di benzina, a ridosso del cavalcavia. Da dietro il bancone accenna un sorriso: "Oggi sono qui con mia madre. La stanchezza c'è, e anche qualche problema fisico. Ma si va avanti", dice la coniuge di 'Manu', come erano soliti chiamarlo gli amici, che un mese dopo l'omicidio hanno organizzato una fiaccolata per ricordarlo. Sul muro la scritta 'Chi dimentica è complice'. Ad oggi, degli assassini, non si conosce l'identità.

Anche i responsabili dell'omicidio di Francesco Indino, camionista 52enne di Bari, non hanno ancora un volto. E' stato ucciso alle 5 di mattina del 25 giugno in centro ad Asti, in piazza Campo del Palio: come tutti i giorni a quell'ora e in quel luogo, l'uomo era sceso dalla sua automobile per salire alla guida del camion frigo, che di notte lasciava parcheggiato in quella piazza. Con un cric gli aggressori lo hanno colpito in testa e Indino è stramazzato a terra. Secondo la questura, l'ipotesi del furto è da escludere: il portafoglio non è stato toccato e il camion pare non trasportasse alcun valore. In questi giorni l'inchiesta, coperta da massimo riserbo, potrebbe avere una svolta.

Poco dopo le 7 del 4 luglio un uomo entra nella tabaccheria di corso Volta, e sferra 45 coltellate sul corpo della 55enne Maria Luisa Fassi, proprietaria. Scappa in macchina dopo aver rubato 800 euro. A pochi giorni di distanza Pasqualino Folletto indica il coltello con cui si è accanito contro la vittima. Magazziniere incensurato di 46 anni, confessa ai carabinieri di avere problemi economici. "Ho perso la testa - ha detto ai militari -. Volevo i soldi, poi non so cosa è successo, non ci ho capito niente". Folletto si trova oggi in carcere. "Non vogliamo parlare, grazie", dice il figlio di Maria Luisa, chiudendo la porta.


Asti compare nuovamente in prima pagina il 14 settembre: Rahhal Fantasse, marocchino di 40 anni, uccide a coltellate la moglie, Anna Carlucci, nel loro appartamento di via Novello. Anche il suocero rimane ferito. La vittima lavorava come badante, mentre il marito era disoccupato. A dare l'allarme è stata una vicina. "Ho sentito le urla. Quando sono scesa di sotto ho visto lui che apriva la porta e, dentro, un mare di sangue", spiega a LaPresse l'inquilina delle case popolari del civico 5, che aggiunge: "Avremmo potuto fermarlo, qui c'è anche uno che ha la pistola, ma tutti si fanno i fatti propri e nessuno ha coraggio".

Il sindaco Fabrizio Brignolo ha dichiarato a LaPresse: "Siamo sotto shock. Sapere che gli assassini girano in mezzo a noi desta preoccupazione".

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