Apre a Scicli centro accoglienza migranti 'Mediterranean Hope'

Ragusa, 27 ott. (LaPresse) - Il 31 ottobre a Scicli (Rg) verrà inaugurato il Centro di accoglienza 'Mediterranean hope', promosso dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei). Il centro sarà gestito attivamente dalla Chiesa metodista di Scicli. Si tratta della seconda struttura del programma 'Mediterranean hope', dopo quello di Lampedusa, dove è nato un Osservatorio sulle migrazioni mediterranee. Il centro, dotato di alcuni appartamenti, di un ampio locale per attività pubbliche e di vari servizi di accoglienza e orientamento, potrà ospitare circa 40 richiedenti asilo. Non è possibile stabilire quando arriveranno i primi ospiti, perché questo dipenderà dagli accordi con la Prefettura e gli enti preposti. Il progetto è finanziato dall'Otto per mille della chiesa valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi) e si avvale di personale qualificato proveniente in massima parte dal territorio. 'Mediterranean hope' sarà "a disposizione della città per iniziative culturali, per l'incontro di associazioni e gruppi e per eventi pubblici" assicura il pastore Francesco Sciotto, da qualche settimana pastore della Chiesa metodista di Scicli che, in città, attraverso l'Opera diaconale metodista, gestisce anche una delle più apprezzate scuole materne della comunità. "Non vogliamo creare un ghetto - spiega Sciotto - ma uno spazio aperto di dialogo e confronto interculturale".

"Abbiamo molto a cuore la qualità del personale che lavorerà nella struttura - continua il pastore - perché ci rivolgiamo a uomini, donne e bambini che hanno subito traumi fisici e psicologici importanti e che quindi devono essere accolti con professionalità e sensibilità umana; ma d'altra parte avremo anche dei volontari italiani e internazionali: a questi ragazzi che verranno dall'Europa e dagli Stati Uniti vogliamo proporre il nostro modello di accoglienza e chiederemo loro di farsi ambasciatori nei loro Paesi di quello che l'Italia e le chiese evangeliche fanno per l'accoglienza dei profughi che fuggono da situazioni disperate del Nord Africa e del Medio Oriente".

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