Neofascisti a Predappio. L'Anpi: "Tolleranza zero, denunceremo qualunque apologia"

Il Prefetto di Forlì-Cesena ha autorizzato anche quest'anno il corteo fascista in ricordo della Marcia su Roma nonostante la diffida dell'Anpi. L'Associazione Partigiani: "Vigiliamo e documentiamo. Poi partiranno le denunce"

L’Anpi dice “basta” alla manifestazione nostalgica e fascista che si svolge da anni, il 28 ottobre a Predappio nell’anniversario della marcia su Roma (27 ottobre 1922) organizzata dagli “Arditi d’Italia” col corteo fino al “sacrario di Mussolini”. Questa volta l’Associazione Partigiani ha deciso di andare fino in fondo. Oggi, a Predappio, in contrapposizione all’iniziativa neofascista (autorizzata dal Prefetto di Forlì-Cesena nonostante la diffida dell’Anpi) e in ricordo del 74esimo anniversario della liberazione di Predappio, sono in programma una serie di manifestazioni antifasciste: nel pomeriggio, nel teatro Comunale, va in scena “Cantiamogliele”, rassegna di canti partigiani e antifascisti. Seguirà un corteo per raggiungere la sede del circolo Arci di via Gramsci dove si svolgerà una cena antifascista a base di tagliatelle emiliane.

Questa mattina, il corteo fascista (circa duemila persone con felpe nere, saluti ecc.) è stato “monitorato” con attenzione dall’Anpi attraverso foto e riprese. Questo perché, l’Associazione Partigiani, ha deciso per la “tolleranza zero”: “Vigileremo – hanno scritto i dirigenti dell’Anpi - il 28 ottobre sul rispetto della legalità. Qualora, come temiamo fortemente, vi fossero condotte di esaltazione del fascismo, si procederà con una denuncia all'autorità giudiziaria”. Ogni anno, infatti, la manifestazione nostalgica di Predappio, è l’occasione per uno scatenamento di saluti fascisti, slogan che inneggiano al ventennio, gagliardetti, canti e atteggiamenti che fanno a pugni con il dettato Costituzione e le leggi Mannino e Scelba sull’apologia di fascismo.

Non più tardi di tre settimane fa, l’Anpi aveva inviato al prefetto di Forlì-Cesena, al Questore e al sindaco di Predappio (oltre che alla Procura della Repubblica) una lettera a firma dell’avvocato Emilio Ricci, vicepresidente nazionale, che “diffidava” il Prefetto dal permette lo svolgimento della manifestazione fascista. Nella lettera, Ricci, ha spiegato chiaramente i rischi di dare spazio a veri e propri reati ricordando che “Ogni anno, in questa occasione, assistiamo a un corteo di camerati in camicia nera che espongono simboli dell'odio (svastiche, fasci littori o celtica) e porgono, con fare osannante, il saluto romano al sacrario di Benito Mussolini. Ulteriore aggravante è rappresentata dal fatto che i manifestanti non chiedono l'autorizzazione alle Autorità competenti e di fatto ogni volta questa celebrazione viene tollerata”.

Il Prefetto, evidentemente, non se l’è sentita di negare il permesso alla manifestazione neofascista. Ma è probabile che la cosa abbia strascichi giudiziari. L’Anpi, forte anche della risoluzione appena approvata dal Parlamento Europeo che chiede la messa al bando delle organizzazioni neofasciste e neonaziste, ha deciso di non farla passare liscia ai nostalgici del fascismo.

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