Regeni, tre anni fa il rapimento. La madre: "Non molliamo". Fico: "Chiediamo la verità"

Anche Martina, Grasso e l'ex segretaria Cgil Susanna Camusso ricordano il giovane torturato e ucciso in Egitto. Nel pomeriggio fiaccolate a Fiumicello e Torino, dove svolgeva la sua attività di ricerca

"25 gennaio 2019...oggi e sempre, il giallo! Non molliamo, caro Giulio". Non si arrende Paola Deffendi, la mamma di Giulio Regeni, che ricorda così suo figlio su Facebook a tre anni dal rapimento in Egitto, prima che il giovane di Fiumicello (Udine) venisse brutalmente assassinato. Nella foto si vedono alcuni fiori gialli in un giardino imbiancato dalla neve. Venerdì pomeriggio è in programma una fiaccolata per ricordarlo nella sua città natale e a Torino, città dove Regeni era ricercatore. La stessa Deffendi, dieci giorni fa, aveva dedicato un pensiero per il compleanno di suo figlio sempre sui social network: "Oggi sarebbero 31 ma a te, caro Giulio, ti hanno rubato la vita".

Fico, Martina e Lollobrigida - "Sono passati tre anni. E noi non dobbiamo smettere di chiedere con forza, ogni giorno, verità per Giulio Regeni. Ed è per questo che sarò nel pomeriggio alla fiaccolata di Fiumicello", scrive su Twitter il presidente della Camera Roberto Fico. A fargli eco l'ex segretario dem Maurizio Martina che sempre sul social network commenta "Mai dimenticare, mai smettere di cercare la verità". Per Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, "non abbiamo ancora risposte sulle responsabilità della morte di Giulio Regeni a tre anni dalla sua uccisione". "Rinnoviamo l'appello al governo italiano - continua Lollobrigida - affinché faccia tutto il possibile per togliere il velo d'omertà e scoprire la verità sull'uccisione di un giovane italiano in terra straniera". 

Speranza, Grasso e Cirinnà - Il deputato di LeU Roberto Speranza scrive su Twitter: "Tre anni senza verità. Ma 'tutto il male del mondo' non si deve dimenticare mai. #GiulioRegeni". In una nota l'ex presidente del Senato Pietro Grasso commenta che "in questi anni ho seguito la vicenda sulla quale tutti vogliamo sia fatta luce. Ricordo l'incontro con la sua famiglia, le indagini e le continue richieste di cercare la verità. Oggi dobbiamo continuare ad avere fiducia nelle preziose indagini della magistratura italiana. Verità e giustizia è il grido che da tre anni sollevano non solo i familiari e gli amici, ma tutto il Paese, tutti noi". 

Cirinnà - "Sono tre anni che Giulio Regeni è stato ucciso e ancora non sappiamo perché, cosa è successo e chi sono i colpevoli - afferma la senatrice Pd Monica Cirinnà -. Dall'Egitto abbiamo ascoltato menzogne di Stato, abbiamo assistito a tentativi di insabbiamento, ma non dobbiamo smettere di cercare la verità. In questi giorni stanno emergendo nuovi inquietanti dettagli che rivelano disgustose complicità di persone vicine a Giulio con apparati deviati e corrotti dei servizi". "È necessario - afferma la senatrice - far saltare ogni copertura, ogni omissione, ogni deviazione per restituire a Giulio e all'intero Paese una verità tenacemente negata".

Camusso - L'ex segretaria della Cgil Susanna Camusso, sostituita da poche ore alla guida da Maurizio Landini, ricorda Regeni dal palco dell'Assemblea a Bari: "Il governo peggiora di giorno in giorno e per contrastarlo mi piacerebbe ci fosse una sinistra forte", dice polemicamente. Sul palco anche Dario Vergassola e Neri Marcorè, che si sono uniti a Camusso omaggiando il ricercatore rapito e ucciso in Egitto.

Pedica - "La fiaccolata per Giulio Regeni non deve durare una solo giorno, deve durare fino al momento della verità - dice Stefano Pedica del Pd -. La fiamma della speranza non deve mai spegnersi. La paura più grande è che la storia di Giulio diventi una delle tante storie di ingiustizia. Questo non deve avvenire. È vergognoso che ancora oggi non sia stata trovata la verità".

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