Amianto, da Pirelli risarcimenti milionari

Milano, 23 (LaPresse) - Pirelli risarcirà con cifre milionarie i familiari di 6 dei 24 operai morti per mesoteliona dopo aver lavorato, tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, negli stabilimenti milanesi di viale Sarca e via Ripamonti. Secondo la procura di Milano i lavoratori sono deceduti o si sono ammalati perché erano esposti all'amianto presente all'interno delle fabbriche. La società ha anche avviato trattative con altre sei famiglie, mentre non è riuscita a trovare un'accordo con gli eredi di uno degli ex lavoratori del gruppo della Bicocca. Da quanto si è appreso, il risarcimento per ogni nucleo familiare, stabilito anche in base al compito di ciascun ex dipendente e alla sue esposzione all'amiato, si aggira nell'ordine di centinaia di migliaia di euro. La trattativa è confidenziale e, per il momento, l'esatta entità dei risarcimenti non è ancora nota.

Davanti al giudice della sesta sezione penale Guido Piffer, questa mattina, dopo una prima udienza tecnica del dicembre scorso, ha preso il via il processo a undici ex dirigenti della Pirelli rinviati a giudizio con le accuse di omicidio colposo aggravato e lesioni colpose gravi in relazione a 20 casi di operai morti e 4 ammalati di mesotelioma e altre forme tumorali legate all'esposizione all'amianto. I legali di Pirelli, responsabile dal punto di vista civile, questa mattina in aula hanno fatto il punto sulle trattative in corso con i familiari delle vittime e con gli enti e le associazioni che si sono costituiti parte civile. Con 6 famiglie, che revocheranno la loro costituzione a parte civile, il gruppo è arrivato ad una transazione e sta trattando anche con i parenti di altri 6 ex operai. L'accordo con gli eredi di un ex lavoratore è invece sfumato. Da quanto si saputo, anche i familiari di Enio Marciano, operaio morto nel 2002 di mesotelioma che con la sua denuncia in procura fece partire le indagini, hanno accettato il risarcimento e ritireranno la costituzione di parte civile. A rappresentarli erano gli avvocati Giusy Marciano, figlia della vittima, e Federico De Micheli. Le somme di denaro non sarebbero ancora materialmente arrivare alle famiglie che hanno accettato di trattare. Vista la natura riservata e confidenziale delle trattative, non si conosce ancora l'esatta entità delle somme pattuite, ma la cifra si aggirerebbe nell'ordine di centinaia di migliaia di euro. La somma stabilita per ogni ex lavoratore varia a seconda di criteri come il tipo di mansioni svolte in azienda e il numero di componenti di ogni nucleo familiare. Pirelli sta trattando anche con Inail, Asl e Regione Lomabardia, tutte costituite parte civile. Proprio per "tenere conto delle trattative in corso per la definizione dei profili civilistici che attengono al processo", il giudice Piffer ha deciso di riviare il processo al 19 aprile prossimo.

Questa mattina nel corso del processo agli 11 ex dirigenti della Pirelli davanti al giudice Guido Piffer, il legale della 'Associazione italiana esposti amianto' (Aiea) ha chiesto di depositare il dispositivo della sentenza del processo Eternit di Torino. La sentenza ha portato ad una condanna a 16 anni di carcere per il magnate svizzero Stephan Schmidheiny e per il barone belga Louis De Cartier. L'avvocato dell'associazione, costituitasi parte civile, ha motivato la sua richiesta dicendo che si è trattata di una decisone "storica". A causa dell' astensione nazionale degli avvocati, in programma per oggi e domani, il legale dell'Aiea non ha potuto farlo e chiederà di depositare la sentenza nella prossima udienza, fissata per il 19 aprile.

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