Allarme Unchr: 80 dispersi nel Canale di Sicilia. Da inizio anno già 500 morti

Roma, 2 lug. (LaPresse) - L'Unhcr lancia l'allarme per altri 80 migranti che risulterebbero dispersi nel Canale di Sicilia. L'Agenzia Onu per i rifugiati ha raccolto le testimonianze di superstiti che hanno parlato di decine di altre persone che sono scomparse in mare.

"MASSICCIA OPERAZIONE DI SOCCORSO, 40 DISPERSI". "L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati - si legge in una nota - esprime profondo dolore per le nuove tragedie nel Mar Mediterraneo che sono costate la vita ad almeno 45 persone. I superstiti di una massiccia operazione di soccorso condotta in queste ore dalla marina militare riferiscono però di almeno altri 80 dispersi". Alcuni migranti condotti in salvo a Porto Empedocle, spiega ancora l'Unhcr, riferiscono di due morti e quattro dispersi. Contestualmente, un altro gruppo di 27 persone condotte in salvo dalle navi del dispositivo Mare Nostrum ieri mattina a Catania, riferisce che sul barcone su cui viaggiavano vi fossero altre 75 persone, che risulterebbero quindi disperse in mare. In totale sono 5000 le persone salvate dalla marina militare in 48 ore e senza "il prezioso intervento" delle navi di Mare nostrum, scrive l'Unhcr, "il numero delle vittime sarebbe indubbiamente maggiore".

500 MIGRANTI MORTI NEL MEDITERRANEO DA INIZIO ANNO. L'Unhcr stima siano circa 500 i migranti e rifugiati morti nel Mediterraneo dall'inizio del 2014. "Nonostante gli enormi sforzi sostenuti delle autorità italiane e l'aiuto costante prestato dalle imbarcazioni private - si legge ancora nella nota - centinaia di migranti e rifugiati innocenti continuano a perdere la vita alle frontiere d'Europa. Queste ulteriori tragedie dimostrano che i rifugiati non hanno altra possibilità se non rischiare la vita nella traversata del Mediterraneo per cercare rifugio da guerre e persecuzioni". L'Agenzia Onu per i rifugiati, inoltre, ribadisce la necessità che i governi forniscano urgentemente alternative legali ai pericolosi viaggi per mare, quali ad esempio il reinsediamento, l'ammissione per ragioni umanitarie e l'accesso agevolato al ricongiungimento familiare, garantendo "alle persone disperate e bisognose rifugio la possibilità di cercare e trovare protezione e asilo".



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