Allarme demografico in Italia, 630mila giovani in meno rispetto a 2002

Roma, 15 ott. (LaPresse) - All'inizio del 2011 nel nostro Paese si contano poco più di 18 milioni di giovani con meno di 30 anni, tre ogni 10 abitanti, ma il loro peso è diminuito del 3% negli ultimi 10 anni. E' quanto emerge da un'indagine di Datagiovani, il gruppo di studio nato nel 2010 da uno spin-off di panel Data-Istituto di sondaggi. Sebbene l'invecchiamento della popolazione corra più rapidamente, solo nelle regioni del nord, quelle con i più elevati indici di immigrazione straniera, si è verificato un incremento in termini assoluti dei giovani, in particolare in Emilia Romagna, Lombardia e Trentino Alto Adige. La Campania piazza ai primi posti delle graduatorie molti comuni per maggiore presenza di giovani, ma sono i centri emiliano-romagnoli ad avere incrementato maggiormente il peso degli under 30 nell'ultimo decennio. Nonostante nelle regioni del sud i giovani under 30 continuino a rappresentare una proporzione più consistente della popolazione rispetto al nord (33,3% contro 28%), la situazione sta cambiando piuttosto rapidamente: negli ultimi 10 anni la popolazione giovane è diminuita dell'11% circa al sud (equivalente a 850 mila giovani in meno), mentre nelle altre aree del Paese, e in particolare nel nordest (+106mila), è aumentata. A livello nazionale i giovani sono complessivamente oltre 630mila in meno rispetto a quanti se ne contavano nel 2002. In ogni caso, l'invecchiamento progressivo della popolazione residente in Italia è evidente in tutte le realtà regionali. In media il peso degli under 30 è diminuito di 3 punti percentuali, con punte del 5% ed oltre nelle regioni meridionali.

Il fenomeno, secondo i dati raccolti da Datagiovani, è in corso da parecchio tempo e ha, naturalmente, una serie di concause che vengono ben evidenziate dai dati illustrati. In primo luogo, la denatalità che si osserva nel nostro Paese, in particolare tra i cittadini italiani, sostenuta pressoché esclusivamente dagli stranieri. "Non è un caso infatti - spiega il gruppo di studio - unitamente ai fenomeni immigratori che sono tipicamente di popolazione giovane, che nel nord Italia si verifichi una controtendenza nell'andamento della popolazione giovane. In ultimo, gli elevati tassi di disoccupazione e le scarse opportunità spingono i giovani dal sud ad 'emigrare' al nord o, peggio, all'estero".

La classifica dei comuni per presenza di giovani rispetto alla popolazione totale vede ai primi posti molti comuni della Campania: Giugliano in Campania è la prima città con più di 100mila abitanti per incidenza di giovani, il 42%. Ma anche tra i 10mila e i 100mila abitanti le graduatorie sono totale appannaggio di comuni campani. In coda, invece, tra i comuni più grandi si trovano tre capoluoghi del nord, Bologna, Ferrara e Trieste, con meno del 24% di under 30 sulla popolazione residente. In assoluto, il comune italiano con la maggiore presenza di giovani è Platì (Reggio Calabria), poco meno di 4mila abitanti di cui il 48% under 30. Il più vecchio è Briga Alta, nel cuneese, 48 anime di cui un solo giovane. La classifica dei comuni per cambiamento nel peso dei giovani in 10 anni è invece dominata dalle città del nord, e in particolare dell'Emilia Romagna. Piacenza, Bologna e Parma, tra le città più grandi, sono quelle che hanno visto incrementare maggiormente il peso dei giovani dal 2002 al 2011.

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