Alberghi e ristoranti trainano la ripresa. Il Sud batte il Nord: bene Sicilia e Puglia

Torino, 8 ago. (LaPresse) - Nel secondo trimestre del 2015 tornano ad aumentare alberghi, bar e ristoranti. Nonostante rimangano delle difficoltà, il settore prova a ripartire: tra aprile e giugno di quest'anno si sono registrate 8.684 imprese in più rispetto allo stesso periodo del 2014, per una variazione positiva del 2%. È quanto emerge dalle rilevazioni dell'Osservatorio Confesercenti sulla natimortalità delle imprese della ricettività e el turismo. A crescere più velocemente sono il Sud e le Isole, che mettono a segno un aumento medio del 2,5% del numero di attività commerciali, contro l'1,8% del Centro-Nord. Una crescita che si è fatta sentire soprattutto nelle grandi città: è nei comuni capoluoghi di Regione che è nata quasi metà delle nuove imprese, per un totale di 4.189 (+3,1%).

"La crisi ha inciso gravemente sulla ricettività e, in particolare, sulla somministrazione - spiega Esmeralda Giampaoli, presidente di Fiepet, l'associazione di categoria dei pubblici esercizi Confesercenti -: dal 2010 ad oggi i consumi sono diminuiti dell'8,5% nei bar e del 7,9% nei ristoranti. Sono crollate persino le colazioni (-3,3%) e i consumi della pausa-pranzo: il volume d'affari è sceso a 15,1 miliardi di euro l'anno (-18%) con una calo stimato della spesa media del 13%. L'attuale inversione di tendenza è comunque un segnale positivo, anche se le difficoltà rimangono intatte".

MEGLIO RISTORANTI E LOCALI-. Tra i settori, quello che mette a segno il miglioramento più rapido è la ristorazione (+3%). I locali in cui mangiare sono in aumento in tutte le regioni d'Italia, soprattutto in Umbria - dove si rileva una crescita del 4,6% -, ma anche in Lombardia (+4,5%) e Sicilia (+3,9%). A livello complessivo, è il centro-nord a trainare l'inversione di tendenza, con un aumento del 3,2% contro il 2,8% del Sud e delle Isole.

MAGGIORE VITALITA' IN PUGLIA-. Grande dinamismo imprenditoriale anche nella ricettività turistica, che registra un aumento di 1.333 (+2,7%) tra alberghi, pensioni e hotel. La regione che mostra la maggiore vitalità è la Puglia, dove il numero di imprese del settore cresce del 9,8%, seguita da Lazio (+6,7%) e Sicilia (+5,8%). Per la Puglia si tratta di una conferma dell'alta attrattività turistica della regione, che registra il più alto afflusso in Italia di turisti estivi. Analizzando le macro-regioni, l'aumento di alberghi e hotel appare più rilevante nel Mezzogiorno e nelle Isole (+3,9%) rispetto al centro-nord (+2,3%). Proprio al Centro Nord appartiene l'unica Regione ad aver registrato una leggera diminuzione del numero di imprese nel comparto: l'Emilia Romagna (-0,2%).

SI SPENDE MENO AL BAR-. Meno brillanti, ma comunque in territorio positivo, le performance dei bar. Il numero di imprese del settore è sostanzialmente stabile: cresce infatti dello 0,7%, per un totale di 1.467 attività in più, segnale delle persistenti difficoltà del settore, legate anche all'aumento dell'imposizione fiscale sugli immobili di impresa e delle tariffe per lo smaltimento rifiuti. Anche in questo caso trainano il Sud e le Isole, per le quali la crescita del numero di bar si assesta sul +1,9%, nove volte quella del centro-nord (+0,2%) e quasi il triplo della media nazionale (+0,7%). A guidare la carica dei nuovi bar è infatti la Campania (+2,8%), seguita da Puglia (+1,9%) e, a pari merito, Lazio e Valle d'Aosta (entrambi +1,8%). Calano le imprese del settore nelle Marche, dove nel secondo trimestre del 2015 il numero di attività diminuisce dell'1,2% rispetto allo stesso periodo del 2014. Cali anche per il Piemonte (-0,8%) , Liguria (-0,7%), Friuli Venezia Giulia (0,5%) ed Emilia Romagna (-0,1%).

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