Al via il Sinodo sulla famiglia, Papa: Chiesa con porte chiuse tradisce sè stessa

di Denise Faticante

Città del Vaticano,5 ott. (LaPresse) - Aprirsi, creare ponti, non arroccarsi nelle fortezze e non giudicare. All'indomani della bomba mediatica gettata sul cammino del Sinodo da monsignor Krzysztof Olaf Charamsa, che ha confessato di essere gay e di avere un compagno, Papa Bergoglio va avanti per la sua strada continuando a predicare l'importanza dell'apertura e dell'accoglienza. E già da questa mattina sono iniziati i lavori del Sinodo. Francesco, insieme a cardinali, vescovi e sarcerdoti è riunito in preghiera. L'assise durerà tre settimane. Al centro del dibattito la riforma della pastorale della famiglia.

I padri lavoreranno su un capitolo del documento preparatorio ognuna delle tre settimane dell'assemblea, spaziando tra la vocazione, le sfide e la missione della famiglia. Il Papa ha scelto di dare più spazio al lavoro dei piccoli gruppi, i 'circuli minores', che sono aumentati di numero e che vedranno pubblicati i risultati delle loro discussioni. Come l'anno scorso, Bergoglio vuole una discussione aperta, a porte chiuse, per "favorire l'azione dello spirito", ma con libertà per i padri di raccontare poi pubblicamente ciò che credono.

MATRIMONIO Per Bergoglio "il sogno di Dio per la sua creatura diletta è vederla realizzata nell'unione di amore tra uomo e donna". "L'obiettivo della vita coniugale non è solamente vivere insieme per sempre, ma amarsi per sempre" è l'affermazione del Papa, cui segue la condanna del divorzio e l'esortazione "a superare ogni forma di individualismo e di legalismo". Ma soprattutto la certezza che il matrimonio "non è un'utopia" "da ridicolizzare".

SOLITUDINE La 'denuncia' del Papa è forte e tocca le molte sfaccettature della solitudine: "E la Chiesa deve cercarlo, accoglierlo e accompagnarlo, perché una Chiesa con le porte chiuse tradisce sé stessa e la sua missione, e invece di essere un ponte diventa una barriera".

ANGELUS L'accoglienza è stato il tema trattato durante l'Angelus. Il Santo Padre rivolge il pensiero ai "tanti bambini affamati, abbandonati, sfruttati, costretti alla guerra, rifiutati. È doloroso vedere le immagini di bambini infelici, con lo sguardo smarrito, che scappano da povertà e conflitti, bussano alle nostre porte e ai nostri cuori implorando aiuto". "Il Signore - ha poi aggiunto - ci aiuti a non essere società-fortezza, ma società-famiglia, capaci di accogliere, con regole adeguate, ma accogliere, accogliere sempre con amore".

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