Aidaa: Sono 51mila i cani da caccia maltrattati in Italia

Roma, 9 set. (LaPresse) - Sono almeno 51mila i cani da caccia che vivono in condizioni terribili, alla catena o dentro piccolissimi recinti malmessi, e molti di loro vengono alimentati in maniera inadeguata una volta al giorno e spesso sono senza acqua o con acqua sporca che viene cambiata solo una volta alla settimana. In particolare questi cani di proprietà di cacciatori italiani che vivono in stato di semi abbandono, molti dei quali non sterilizzati, senza microchip e abbattuti spesso a colpi di fucile ai primi sintomi di malattia o appena raggiunta un'età che non li rende più utilizzabili per le battute di caccia. Questo è il quadro drammatico che emerge dalle centinaia di segnalazioni che ogni mese arrivano allo sportello on line di Aidaa dedicato alla segnalazione dei reati. La maggior parte di queste segnalazioni giungono da Toscana, Umbria, Lazio, Emilia Romagna , Veneto e Lombardia ma non mancano nemmeno nelle regioni del sud Italia.

Aidaa sta predisponendo un dossier del maltrattamento dei cani da caccia che nei prossimi giorni verrà inviato alle procure delle diverse province da cui provengono queste segnalazioni. "Quello che maggiormente ci lascia perplessi - dice Lorenzo Croce, presidente nazionale di Aidaa - è l'assenza di provvedimenti di sequestro a fronte di centinaia di segnalazioni fatte alle forze dell'ordine da parte dei singoli cittadini e delle associazioni protezionistiche e di tutela dei cani. Ci domandiamo se oltre ad essere una casta di intoccabili i cacciatori possano anche maltrattare liberamente i loro cani senza che nessuno si prenda la briga di dare seguito alle segnalazioni e sequestrare gli animali maltrattati quasi che i cacciatori siano considerati anche in questo caso una casta di impuniti".

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