Aidaa: Moda di tatuare cani anche in Italia, è maltrattamento

Roma, 6 lug. (LaPresse) - "Era una questione solo di tempo, ora la moda di tatuare i cani è arrivata anche in Italia. Sono diverse le segnalazioni che tutti i giorni riceviamo di persone che inorridite ci mandano fotografie di cani di piccola e media taglia rasati e tatuati su buona parte del corpo. Dalle prime stime sarebbero oltre duemila i cani tatuati su buona parte del corpo in Italia". E' la denuncia lanciata dall'Aidaa, l'Associazione italiana difesa animali e ambiente.

"La legge italiana - fanno sapere dall'associazione animalista - non proibisce in linea di principio di tatuare i cani sempre che i tatuaggi siano eseguiti con colori e coloranti naturali, questo però non tiene conto del fatto che tatuare un cane vuol dire infliggergli dolore fisico a volte insopportabile anche per gli umani, quindi a nostro avviso il tatuaggio inteso come "abbellimento del corpo dell'animale altro non è che una nuova e per giunta non controllabile forma di maltrattamento fisico a cui si sottopone il proprio cane (anche se si inizia a parlare di gatti tatuati). Negli stessi Usa dove questa moda è partita ci sono stati in cui si sta discutendo della sua messa fuori legge (Vedi stato di New York) proprio in quanto il cane soffre moltissimo gli aghi della macchinetta dei tatuaggi".

Aidaa si rivolge quindi direttamente al ministro della salute Baetrice Lorenzin "chiedendo un provvedimento ad ok che metta fuori legge il tatuaggio degli animali (anche quello di riconoscimento è stato sostituito con il microchip) e che consideri tale pratica un reato di maltrattamento da inserire nell'articolo 544 del codice penale". "Sono in forte aumento le segnalazioni e le fotografie di cani tatuati che riceviamo al nostro sportello di segnalazione dei reati contro animali - dice Lorenzo Croce presidente di Aidaa - e riteniamo che sia ora di mettere un limite, anzi un divieto vero e proprio al tatuaggio della pelle dei cani che spesso comporta addirittura la rasatura permanente del pelo. A nostro avviso - conclude Croce - si tratta di una forma, l'ennesima, di maltrattamento e di prevaricazione. Nel caso specifico chiediamo ai tatuatori di non accettare di tatuare cani ed altri animali come forma di rispetto e se vogliamo anche di obiezione di coscienza contro padroni insensibili che pensano che il proprio cane sia un oggetto da usare a loro piacimento".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata