Aggressione Osakue, cure al cortisone: l'atleta rischia di saltare gli Europei
La giovane campionessa nel lancio del disco, colpita a un occhio da un uovo, forse dovrà dire addio a Berlino per le norme antidoping

Aveva promesso di partecipare agli Europei di atletica nonostante l'aggressione subita. Invece, per Daisy Osakue, a differenza di quanto sembrava nei giorni scorsi, la partenza per Berlino "è a forte rischio". A comunicarlo ufficialmente è il presidente del Coni, Giovanni Malagò, al termine della Giunta Nazionale. L'atleta di origini nigeriane, primatista a livello nazionale Under 23 di lancio del disco, due giorni fa è stata colpita al volto da un uovo tirato da un'auto in corsa mentre tornava a casa a Moncalieri, alle porte di Torino. Un'aggressione, che la 22enne ha bollato come un'azione di stampo razzista, che le ha provocato una lesione alla cornea per curare la quale "deve usare una dose di cortisone che, malgrado ci possa essere l'esenzione, è talmente in quantità eccessiva che non potrebbe averla", ha spiegato Malagò. Problemi di antidoping, quindi.

L'azzurra ha sostenuto in giornata una visita oculistica per la valutazione dei danni riportati, ha fatto sapere il settore sanitario Fidal. Il verdetto è però rimandato a venerdì 3 agosto quando i sanitari della Federazione di Atletica hanno fissato un nuovo controllo a Roma, all'Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, per valutare "se le condizioni cliniche e la terapia in atto siano compatibili con la partecipazione agli Europei di Berlino", al via il 6 agosto.

"Farò di tutto per esserci, per me è importante", aveva promesso Daisy uscendo dall'ospedale lunedì mattina, in seguito all'aggressione. E anche dopo aver appreso le ultime novità, non si è persa d'animo: in serata è attesa alla Sisport, la società dov'è cresciuta, per un allenamento leggero.
Intanto proseguono le indagini degli inquirenti per trovare i responsabili dell'attacco, avvenuto all'1.25 di domenica notte: la Procura di Torino ha aperto un'inchiesta per lesioni, senza l'aggravante razziale. Gli investigatori per ora non escludono nessuna ipotesi, dato che si sono verificati altri casi simili e le vittime non erano di colore, ma le reazioni, alla luce dei recenti episodi di violenza contro gli stranieri, hanno inevitabilmente concentrato l'attenzione sul razzismo.

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