Addio a Giuliano Zincone, grande firma del giornalismo

Roma, 2 giu. (LaPresse) - Addio a Giuliano Zincone, uno dei grandi protagonisti del giornalismo italiano, scomparso ieri a 73 anni. Era malato da tempo. E' stato a lungo inviato ed editorialista del 'Corriere della Sera', che, sul suo sito web, da' notizia della scomparsa del giornalista. "Giuliano - si legge sul sito del Corriere della Sera - è morto ieri a 73 anni, per quarant'anni è stato inviato ed editorialista del Corriere della Sera, aveva diretto Il lavoro di Genova, negli ultimi tempi (nonostante la malattia) collaborava sia con Il foglio che con Il Sole 24 ore. Ma a gennaio aveva affidato al Corriere della Sera una cronaca tipicamente zinconesca della scoperta del tumore ai polmoni e della successiva fase: ironia, angoscia, distacco, analisi fredda del dettaglio. Un mix indicibile".

"C'era tutto Giuliano, in quella paginata.- si legge sempre sul sito del quotidiano il Corriere della Sera - Se non fosse banalmente retorico (categoria dello spirito da lui ferocemente detestata) si potrebbe parlare di un piccolo capolavoro di autocoscienza e di eccellente giornalismo. Un breve passaggio: 'Nella mia radiografia compare un'ombra, serve la Tac. Sì, c'è qualcosa. Per essere più precisi ci vuole la Pet. Verdetto finale: cancro al polmone. Grande, cioè piccolo come una moneta. 'Che moneta?'. Falsa, da buttare'".

Giuliano Zincone, grande firma del giornalismo, ha anche svolto una intensa attività di saggista e narratore e ha scritto molti libri di inchiesta e romanzi. Ha pubblicato inchieste sulle fabbriche (La pelle di chi lavora, 1977) e sui boat people vietnamiti (Gente alla deriva, Rizzoli, 1980), oltre a cinque romanzi, Edizione straordinaria (Mazzotta 1979), Vita, vita, vita! (Rizzoli, 1985), Il miele delle foglie (Marsilio 1995), Ci vediamo al Bar Biturico (2006, firmato Paolo Doni) e l'ultimo Niente lupi (Rizzoli, 2009). Suoi anche i testi teatrali Lo stivaletto malese (1996), il poemetto Giovanni Foppa vuole cambiar vita(1997) e i racconti di Palazzo Cuccumo (2002).

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