Abusi in asilo, Telefono Azzurro: Prove certe in tempi rapidi
A dichiararlo a La Presse è Giuseppe Magno, magistrato esperto di diritto minorile

Maltrattati e insultati: ancora una volta un asilo è stato teatro di violenza nei confronti dei bambini. E immediatamente diventano virali foto e video degli abusi. Ma è giusto raccogliere prove per così tanto tempo sulla pelle dei bambini? Chi decide i tempi di intervento per farmare le violenze? Purtroppo "non basta uno schiaffo o un calcio. Se si iniziasse un procedimento penale in base a un unico episodio, sarebbe impugnabile da qualsiasi difesa". A dirlo a LaPresse è Giuseppe Magno, magistrato esperto di diritto minorile e membro del direttivo di Telefono Azzurro.  "Esiste un tempo incomprimibile - sottolinea il pm- per cercare le prove: e questo non si può ridurre".  

Per Magno "non si può condannare una persona per un solo episodio. Serve una serie continuata di casi che accertino le prove". A volte però ci si trova davanti a inchieste che vanno avanti molti mesi. Chi decide quando dire basta? "Lo decide il buonsenso e le esigenze di indagine",  sostiene Magno. Per Magno la chiave della questione sta "nell'equilibrio tra il minimo indispensabile per sostenere l'accusa e il massimo tollerabile dai bambini". Sulle ripercussioni psicologiche di queste violenze Magno afferma: "Non c'è sempre un rapporto tra causa ed effetto. E poi se il maltrattamento non è stato intenso, se il bambino ha avuto tempo di recuperare anche grazie al buon clima in famiglia, le conseguenze potrebbero essere non pesanti". Quello che è certo, però, per il magistrato è che  "allo scopo di acquisire maggiori elementi di prova non si devono far soffrire i bambini".

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