Abu Omar, Cassazione: Nuovo processo a vertici Sismi

Roma, 19 set. (LaPresse) - Nuovo processo per Niccolò Pollari e Marco Mancini, che insieme ad altri tre uomini del Sismi, furono coinvolti nel sequestro dell'imam di Milano, Abu Omar nel febbraio del 2003. Lo ha deciso la Quinta sezione penale della Cassazione che, dopo una camera di consiglio di quasi otto ore, ha accolto il ricorso della procura di Milano e quello dei legali di Abu Omar e della moglie. In appello, Pollari e Mancini insieme ai tre 'capicentro' dei servizi, Giuseppe Ciorra, Raffaele Di Troia e Luciano Gregorio, erano stati dichiarati non processabili in nome del segreto di Stato. Ora la sentenza del 'Palazzaccio' mette mano alla questione, ritenendo che gli ex vertici del Sismi abbiano goduto di una interpretazione eccessivamente estensiva del segreto di Stato. La suprema Corte, invece, ha confermato la condanna a due anni e otto mesi per altri due funzionari: Pio Poma e Luciano Seno, convalidando anche le condanne per i 23 agenti della Cia. Di questi 22 hanno avuto una pena diá7 anni e uno, l'ex capocentro di Milano, Robert Seldon Lady, di 9 anni.

Nel dicembre del 2010, i 23 agenti segreti americani erano stati condannati in contumacia. Hassan Mustafa Osama Nasr, noto come Abu Omar, fu sequestrato il 17 febbraio 2003 nel capoluogo lombardo da alcuni agenti della Cia con la collaborazione di un maresciallo dei carabinieri. L'imam fu trasportato presso la base aerea di Aviano per essere trasferito in Egitto dove è stato imprigionato, subendo torture e sevizie e infine liberato nel 2007. L'operazione dei servizi americani, fra l'altro, ha bloccato le indagini che la procura di Milano stava conducendo su Nasr per i suoi legami con organizzazioni fondamentaliste islamiche. Si tratta del più grosso caso giunto in tribunale legato ai programmi di 'extraordinary rendition', ossia atti extralegali, attuati dalla Cia dopo gli attacchi dell'11 settembre per mettere sotto torchio presunti estremisti islamici senza rispettare le procedure giudiziarie.

"Affronteremo con serenità e fiducia un nuovo giudizio". Così Titta Madia, legale di Niccolò Pollari ha commentato a La Presse la sentenza di Cassazione che ha deciso, per il suo assistito e per altri cinque uomini che allora facevano parte dei vertici del Sismi, un nuovo processo sul sequesto di Abu Omar. "Non dimentichiamoci - ha ancora detto il legale - che due giudizi hanno ritenuto che sussistesse il segreto di Stato". E sul rischio prescrizione del processo l'avvocato ha detto: "I tempi ci sono, non c'è alcun rischio".

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