A Foggia la manifestazione in ricordo delle vittime di mafia. Mattarella: "Memoria opera irrinunciabile"
Oltre 40mila al corteo promosso da Libera. Don Ciotti: "Non ci ucciderete mai, la nostra memoria è viva"

Oltre 40mila persone, tra bambini, adulti, uomini, donne, rappresentanti delle istituzioni, della politica e del mondo dell'associazionismo e del volontariato, oltre che della scuola, si sono radunate a Foggia per ricordare le vittime innocenti di mafia.

'Terra, solchi di verità e giustizia' è il tema della XXIII edizione' della 'Giornata della Memoria' promossa da Libera, che ha scelto di raccontare questo luogo "perché le mafie del foggiano sono organizzazioni criminali molto pericolose che facciamo una tragica fatica a leggere".

"La manifestazione di oggi - spiega Libera - è un modo per rompere in modo definitivo con questa logica muta, per riscattarsi dal fallimento culturale che non assolve nessuno, ma che coinvolge tutti". Il corteo guidato da don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, ha sfilato per le vie della città e dal palco di piazza Cavour sono stati letti i nomi delle 970 vittime innocenti delle mafie. In prima fila i parenti delle vittime, le istituzioni e i rappresentanti delle associazioni provenienti anche da altre regioni. L'ultimo ad essere inserito nell'elenco è quello di Anna Rosa Tarantino, l'anziana uccisa casualmente a Bitonto il 30 dicembre scorso durante un agguato mafioso

"Vi aspetta il carcere o la morte, il dovervi nascondere. Perché vincerà il bene sul male. Non ce la farete con le vostre bombe e le vostre auto bruciate. Vi prego cambiate vita, siamo disposti ad accogliere i vostri bimbi. Trovate questo coraggio: non è vita quella che fate. State uccidendo la vostra vita", ha detto don Ciotti durante il suo intervento. "Noi non ci ucciderete mai, perché qui siamo vivi e la nostra è una memoria di persone che vogliono il cambiamento. Il problema più grave non è solo chi fa il male, ma chi lo lascia fare nell'indifferenza".

"Il 70% dei famigliari delle vittime innocenti non conosce ancora la verità: non è possibile. Le verità passeggiano per le vie delle nostre città: c'è chi sa, chi ha visto, chi nasconde tutto questo", ha aggiunto. "Nessuno è necessario, nessuno è insostituibile, ma nessuno può agire al posto nostro. Tutti siamo chiamati a scelte più coraggiose, e non dimenticate che coraggio e umiltà non richiedono eroismi ma generosità e responsabilità. Non ci si può limitare a chiedere cambiamento, dobbiamo diventare noi stessi cambiamento. Dobbiamo uscire dall'io per organizzare il noi".

"Papa Francesco - ha proseguito il fondatore di Libera - parla di sfiducia, apatia, rassegnazione: tre demoni che tentano i credenti, e non solo. Non lasciamoci travolgere dalla sfiducia, dal delegare e dalla rassegnazione. La vita ci chiede oggi di osare, di avere più coraggio, che si impara non dalle grandi imprese ma dalle piccole cose: è un esercizio quotidiano. Non dimenticate che l'omertà uccide la verità e la speranza. Dobbiamo contribuire tutti di più per la verità". Nel corso del suo discorso don Ciotti ha ricordato anche "le vittime del terrorismo, vittime del dovere, vittime della cirminalità comune e i tanti migranti che cercavano la Terra promessa e non sono riusciti a raggiungerla".

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